martedì 17 marzo 2015

Recensione "Il signore delle mosche" di William Golding

Buongiorno readers!!
Come state??Mi scuso per essere stata assente negli ultimi giorni ma non ho avuto il tempo per passare nei vostri angolini, per me sta iniziando un periodo un po' movimentato tra ristrutturazione, burocrazia e trasloco quindi non riuscirò a passare da voi tanto quanto prima...mi spiace molto ma sono euforica per questo cambiamento e me lo voglio godere tutto!! *-*
Bene, dopo questa premessa posso lasciarvi alla mia recensione felice almeno di aver spuntato un nuovo libro dalla mia 2015 Classics Challenge!!
Come sempre lasciatemi le vostre impressioni! ^^

Titolo: Il signore delle mosche
Titolo originale: Lord of the flies
Autore: William Golding
Pagine: 239
Anno di pubblicazione: 2001 (1954)
Editore: Mondadori
ISBN: 978-8804492467
Prezzo di copertina: € 9.00

Trama: Un aereo cade su un'isola deserta mentre è in corso un conflitto planetario. Sopravvivono solo alcuni ragazzi che si mettono subito all'opera per riorganizzarsi senza l'aiuto e il controllo degli adulti. Sembra il prologo ideale per un romanzo d'avventura che celebri il pragmatismo e il senso della democrazia britannici. Qualcosa invece comincia a non funzionare come dovrebbe, emergono paure irrazionali e comportamenti asociali, da cui si sviluppa una vicenda che metterà a nudo gli aspetti più selvaggi e repressi della natura umana. "Il Singore delle mosche", 14 milioni di copie vendute solo nei paesi di lingua inglese, è la prova d'esordio e il manifesto di William Golding, premio Nobel per la letteratura nel 1983, che ama riconoscersi e riassumersi in questa frase: "L'uomo produce il male come le api producono il miele".
Voto

“Lord of the flies” è un libro che ho sempre voluto leggere, un classico della distopia che però già ad inizio lettura sapevo quasi per certo sarebbe andato a finire nel gruppo con Orwell e Bradbury, distopie diverse tra loro ma che per qualche ragione non sono riuscita ad apprezzare completamente. 

E' un romanzo crudo e violento che ci trasporta in una realtà assurda e inimmaginabile: un gruppo di ragazzini sono sopravvissuti ad un incidente aereo e ora si trovano dispersi su un'isola, quello che all'inizio può sembrare loro un'avventura, un gioco e una situazione libera dalle regole degli adulti si trasformerà ben presto in una lotta alla sopravvivenza, il più debole contro il più forte, raziocinio contro istintività.

I temi sottolineati sono proprio questi: bene contro male, razionalità contro primitività, il ritratto negativo dell'uomo che non riesce a tenere a freno gli istinti primordiali e animaleschi ma ancor più sconcertante è che Golding prenda come esempio la figura che nel mondo è simbolo di innocenza: il bambino.

Il suo romanzo è l'esempio di una visione pessimistica dell'animo umano, ricordiamoci che scriverà “L'uomo produce il male come le api producono il miele” proprio perchè secondo Golding l'uomo è fondamentalmente cattivo; in questo romanzo infatti protagonista non è un uomo che ha sulle spalle esperienze di vita che potrebbero averlo portato alla disperazione, ma un gruppo di bambini a simboleggiare che l'uomo senza educazione ed esempi di vita e lontano da una società plasmatrice, possa diventare presto cattivo e “bestiale”.

Ed esempi lampanti di ragione e istinto sono proprio i due personaggi principali, i “capi” delle due fazioni contrapposte: Ralph e Jack. Il primo è la rappresentazione della logica e della ragione, è il leader votato dal gruppo e si sente responsabile della loro salvezza, con la fissa del fuoco (unica mezzo per la sopravvivenza) e dei rifugi, cerca sempre di essere pensante e razionale ma per quanto sia buono cade un po' nell'alterigia e nella freddezza. Jack è esattamente l'opposto, impulsivo e arrogante, ha istinti violenti e i suoi atteggiamenti incutono timore, è il personaggio negativo del romanzo in contrapposizione sempre al primo. Ma per spiegarvi meglio vi lascio due passi che mi hanno colpita su entrambi:

"Jack pensò a una nuova truccatura. Si passò il bianco su una guancia e intorno a un occhio, poi fregò di rosso l'altra metà del volto e tirò un frego nero attraverso tutta la faccia dall'orecchio destro alla mascella sinistra. Guardò la sua immagine allo stagno, ma il suo respiro turbava lo specchio.
<Sammeric!Datemi una noce di cocco. Una vuota.>
S'inginocchiò, con quella coppa d'acqua. Una chiazza tonda di sole venne a cadere sulla sua faccia, e qualcosa di lucente apparve in fondo all'acqua. Egli guardava stupefatto, non vedeva più se stesso, ma uno sconosciuto che faceva paura. Rovesciò l'acqua e balzò in piedi, ridendo eccitato.
Accanto allo stagno sul suo corpo nervono, stava una maschera che affascinava e spaventava. Cominciò a ballare, e le sue risa divennero sanguinarie. Fece una capriola verso Guglielmo, e la maschera sembrava una cosa indipendente, dietro la quale Jack si nascondeva, liberato dalla vergogna e dalla coscienza di sé. "

 "Improvvisamente, mentre camminava lungo l'acqua, si sentì sopraffatto dallo stupore. Si accorse che cominciava a capire come fosse faticosa quella vita, nella quale ogni sentiero era nuovo, e una parte considerevole del tempo in cui si stava svegli si doveva passarla a guardarsi i piedi. Si fermò, osservando la sabbia, e ricordando la prima esplorazione entusiastica come se fosse parte di un'infanzia più bella, sorrise con scherno. Poi si voltò e tornò alla piattaforma, col sole negli occhi. Era ora di riunire l'assemblea e, mentre camminava nello splendore accecante del sole, si ripassò accuratamente il discorso che stava per fare. Non bisognava fare sbagli in quell'assemblea, non perdersi dietro a cose immaginarie.
Si smarrì in un labirinto di pensieri resi più confusi dalla mancanza di parole adatte a esprimerli. Si accigliò, e riprovò a pensare.
Quell'adunata non doveva essere un gioco, ma una cosa seria."

Riconosco i meriti al libro e a Golding ma purtroppo non sono riuscita ad apprezzarlo del tutto, è un libro che non scorre liberamente e fatica a decollare, ci ha messo quasi un centinaio di pagine per catturarmi un po' e credo che questa lettura sia stata la conferma che i classici della distopia non facciano per me.

Detto questo, ne consiglio comunque la lettura soprattutto agli amanti del distopico odierno almeno per scoprire le origini del genere e i veri romanzi distopici!

16 commenti:

  1. Mai stata una fan scatenata del distopico (anche se, in realtà, neppure lo disdegno a priori), eppure questo titolo mi ha sempre ispirato... sarà perchè Stephen King lo cita in così tanti dei suoi romanzi?! :P
    Comunque sei riuscita a far risalire tutta la mia curiosità! ;D

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    1. Ahahha potrebbe essere Sophie!Mi fa molto piacere aver sollevato la tua curiosità!! ^^

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  2. Un libro che mi ha affascinato da sempre nonostante sia abbastanza datato, forse è per questo che ancora non l'ho letto...

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    1. Ora la domanda è...lo leggerai prima o poi??! ;)

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  3. Ce l'ho in inglese (avrei dovuto leggerlo al liceo ma niente) e ancora non mi decido. Però non immaginavo che fosse così crudo.

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    1. Capisco, i libri per il liceo sono sempre difficili da prendere in mano proprio perchè li impongono!Si, il libro è molto crudo anche se non in senso letterale...

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  4. Ciao, ragazze! Siete state nominate qui :3 http://illibroincantatodigiorgia.blogspot.com/2015/03/liebster-award-2015.html

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    1. Grazie Giorgia, sono passata a ringraziarti! ^^

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    1. In bocca la lupo allora Rosa! ^^

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  6. L'ho letto. Che dire? Preferisco senza dubbio 1984 e Animal farm. Molto più belli, a mio parere. Specie il secondo. Non l'ho trovato brutto, ma, a mio parere, gli manca qulcosa. Peccato:(

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    1. Eh già...a me non è piaciuto moltissimo nemmeno 1984, di Animal farm ho un lontano ricordo perchè l'ho letto in lingua al liceo ma voglio rileggerlo in italiano!

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  7. A me è piaciuto molto, molto, molto nonostante i miei tremendi pregiudizi :)

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  8. L'ho letto recentemente e l'ho adorato! Condivido che per il primo centinaio di pagine non ti prenda, però più il libro va avanti e più migliora. Mi piace molto quello che l'autore ha voluto trasmettere, lo trovo molto veritiero (condivido abbastanza il suo pensiero sulla cattiveria umana) e mi piace che il libro sia pieno di simboli. Poi io amo il genere distopico, è tra i miei preferiti quindi sono anche di parte.

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  9. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  10. Complimenti per la recensione :) Questo è uno di quei libri che non credo leggerò mai, però la tua recensione l'ho letta con piacere :)

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