Visualizzazione post con etichetta Profumi d'oriente. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Profumi d'oriente. Mostra tutti i post

mercoledì 5 novembre 2014

Recensione "Cose che fanno battere più forte il cuore" di Mia Kankimaki

'Giorno gente!!! ^^
Come state???Qui piove ininterrottamente da ormai tre giorni, io adoro la pioggia ma non così tanta anche perchè hanno dato l'allarme alluvione ieri, speriamo non succeda nulla dai!! >_<
Vi lascio una nuova recensione di un libro che purtroppo mi ha delusa un pochino, ringrazio la Piemme per avermi dato la possibilità di leggere questo libro.

Titolo: Cose che fanno battere più forte il cuore
Autore: Mia Kankimaki
Pagine: 384
Editore: Piemme
Anno di pubblicazione: 2014
ISBN: 978-8856640618
Prezzo di copertina: € 18.50

Trama: A trentotto anni Mia si sente sopraffatta dalla routine della sua esistenza, come se il tempo passasse insensatamente. Finché un giorno decide di lasciare il suo lavoro presso una casa editrice per partire sulle orme di Sei Shonagon, dama di corte e scrittrice giapponese vissuta nel decimo secolo. Mia non parla giapponese e a Kyoto non conosce nessuno, ma ha letto l'opera di Sei, "Note del guanciale", e sente di aver trovato in lei una sorella spirituale: una donna moderna e disinibita le cui osservazioni sulla vita potrebbero provenire dalla penna di Virginia Woolf. Le liste che arricchiscono il suo diario e in cui elenca le cose gradevoli, sgradevoli, odiose e quelle che fanno battere più forte il cuore, sono di estrema attualità. Presto la nuova vita trascina Mia: si innamora dei templi, dei fiori di ciliegio, dei salici piangenti lungo il fiume Kamo, della meditazione zen, delle sale da tè, delle serate al pub insieme a nuovi amici e nuovi amori. Cercando il Giappone antico tra giardini e palazzi, Mia troverà il filo che la lega alla sua eroina e scoprirà se stessa e che cosa vuole davvero dalla vita.
Voto:
Quando ho letto la trama di questo libro ne sono rimasta subito attratta, come sapete amo il Giappone e il mondo orientale, ma purtroppo anche questa volta non è andata bene, mi aspettavo molto di più e sono rimasta davvero delusa.

La scrittrice ci racconta come nel 2010 prese la decisione di andare in Giappone, prendersi un "anno sabbatico" per scrivere il suo libro: parte alla ricerca di Sei Shonagon, una dama di corte a Kyoto nel periodo Heian che divenne una scrittrice famosa per il suo "Note del guanciale".  
Di questa donna, in realtà, ancora oggi, si sa veramente pochissimo e l'intento di Mia era quello di visitare i luoghi in cui visse e cercare di reperire maggiori informazioni possibili: in realtà non scopre assolutamente nulla, e quello che mi ha dato più fastidio è il fatto che nelle prime centocinquata pagine l'autrice perde solo del tempo, non raccontandoci assolutamente nulla di Sei o del Giappone del decimo secolo. Capisco che la curiosità abbia avuto la meglio in un paese molto diverso dal suo (Finlandia), ma non mi è piaciuto il suo "cazzeggiare" (lo posso dire??).
Il libro è una sottospecie di diario, anche se non stilisticamente, e un'altra cosa che mi ha urtato è stato il fatto che l'autrice si rivolga direttamente a Sei usando il suo nome non so quante volte...è come se avesse paura che il lettore si dimentichi il nome della donna. Quando me lo ripeti una volta per pagina credo sia sufficiente, non sono rimbambita!
Altra cosa: le liste. Dovete sapere che Sei, divenne famosa anche per il fatto che nelle sue Note riempì pagine di liste di qualsiasi argomento, dai monti ai laghi, dalle cose piacevoli a quelle spiacevoli e molti altri...ecco, l'autrice fa la stessa cosa, non so se come omaggio a Sei, sta di fatto che non l'ho trovate originali e le avrei evitate.

Mia ha cercato di trovare una connessione tra lei e Sei, e forse alla fine ci è riuscita pure, cerca di creare un legame tra la vita della dama di corte e le sue avventure in Giappone, cerca di immaginare Sei al suo posto ma tutte queste riflessioni non mi sono bastate; la parte più interessante, purtroppo davvero piccola, è stato il racconto di quel poco che si sa sulla vita della scrittrice giappione, conoscere il comportamento che le dame dovevano tenere a corte, i vestiti e le usanze dell'epoca, il rapporto tra i diversi sessi, le lotte di potere...questo era quello che mi aspettavo e che purtroppo non c'è. 
Quello che ho apprezzato moltissimo sono stati i continui riferimenti a Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf che hanno acceso in me la voglia di dare una seconda chance all'autrice inglese.

Purtroppo ho trovato il libro noioso, ripetitivo e dispersivo, l'autrice non è riuscita né ad incuriosirmi né ad appasionarmi ad un periodo, quello Heian, poco conosciuto e che avrei voglia di approfondire di più.
Voi l'avete letto??Vi incuriosisce??

lunedì 27 ottobre 2014

Recensione "Il gusto proibito dello zenzero" di Jamie Ford

Good morning guys!!!
Come è andato il weekend???!!Ve la siete spassata o vi siete concentrati sulla lettura??Io ho iniziato un nuovo libro che mi sta piacendo moltissimo, sono contenta perchè è la seconda chance data alla Chevalier, comunque ve ne parlerò più avanti...oggi vi lascio la recensione di un libro che ha riscosso un successo internazionale, le mie aspettative era alte ma purtroppo non sono state soddisfatte.
Titolo: Il gusto proibito dello zenzero
Autore: Jamie Ford
Pagine: 372
Editore: Garzanti
Anno di pubblicazione: 2012
ISBN: 978-8811682356
Prezzo di copertina: € 9.90

Trama: Seattle. Nella cantina dell'hotel Panama il tempo pare essersi fermato: sono passati quarant'anni, ma tutto è rimasto come allora. Nonostante sia coperto di polvere, l'ombrellino di bambù brilla ancora, rosso e bianco, con il disegno di un pesce arancione. A Henry Lee basta vederlo aperto per ritrovarsi di nuovo nei primi anni Quaranta. L'America è in guerra ed è attraversata da un razzismo strisciante. Henry, giovane cinese, è solo un ragazzino ma conosce già da tempo l'odio e la violenza. Essere picchiato e insultato a scuola è la regola ormai, a parte quei pochi momenti fortunati in cui semplicemente viene ignorato. Ma un giorno Henry incontra due occhi simili ai suoi: lei è Keiko, capelli neri e frangetta sbarazzina, l'aria timida e smarrita. È giapponese e come lui ha conosciuto il peso di avere una pelle diversa. All'inizio la loro è una tenera amicizia, fatta di passeggiate nel parco, fughe da scuola, serate ad ascoltare jazz nei locali dove di nascosto si beve lo zenzero giamaicano. Ma, giorno dopo giorno, il loro legame si trasforma in qualcosa di molto più profondo. Un amore innocente e spensierato. Un amore impossibile. Perché l'ordine del governo è chiaro: i giapponesi dovranno essere internati e a Henry, come alle comunità cinesi e, del resto, agli americani, è assolutamente vietato avere rapporti con loro. Eppure i due ragazzini sono disposti a tutto, anche a sfidare i pregiudizi e le dure leggi del conflitto.
Voto: 

Avevo letto pareri entusiastici riguardo a questo libro, una media voti alta lo confermava, e tutto quello che si avvicina al mondo orientale mi attira da parecchi anni ma, puntualmente, anche questa volta sono rimasta un pochino delusa.
Sicuramente, spetta a Ford il merito di aver trattato un argomento davvero originale e sconosciuto a molti, o perlomeno a me: la deportazione giapponese nell'America della seconda guerra mondiale. Ammetto la mia ignoranza riguardo questo "particolare" di cui non ero a conoscenza, mi ha colpito positivamente, ma purtroppo non è stato analizzato a dovere.
La prima parte del romanzo è piuttosto lenta: assistiamo all'incontro tra Henry, bambino di origini cinesi, e Keiko, di origini giapponesi; conosciamo tutti i dubbi che attanagliano il bambino che si viene a trovare tra due fuochi, da una parte un padre rigido, legato alle tradizioni e fortemente nazionalista, dall'altra quella strana attrazione che lo spinge a conoscere una bambina che non dovrebbe neanche guardare.
Nella seconda parte il ritmo aumenta e la storia, che inizia a scorrere maggiormente, si fa più interessante concentrandosi sulla vita di Keiko nel campo e raccontando tutto quello che i due ragazzini affrontano.

La narrazione si articola su due piani temporali diversi: si apre nel 1986 con un Henry ormai in pensione, vedovo da poco e sempre in lotta con il figlio, con cui sembra non riuscire a stringere un rapporto equilibrato, per poi fare un salto nel passato al 1942 quando il tredicenne Henry incontra per la prima volta l'amore della sua vita; questi continui salti temporali creano comunque un "gioco" interessante e tengono alta la curiosità che fino alla fine non verrà appagata.

Questo libro è, sicuramente, delicato e ha il pregio di far riflettere su questioni che, purtroppo ancora oggi, sono attuali e stupiscono quelle persone che come me non riescono a capire come sia possibile "classificare" come straniere persone che, nonostante abbiano origini diverse dalle nostre, siano comunque nate e vissute sempre nel nostro paese.
E' un libro con una storia originale ed importante, che vuole donare un bellissimo messaggio, capace di esprimere emozioni forti ma che purtroppo non mi ha pienamente soddisfatta: non so cosa, ma mi aspettavo qualcosina di più, invece non sono stata coinvolta come credevo.

Consiglio comunque il libro, perchè non mi è dispiaciuto, soprattutto a chi ama le storie ispirate a fatti realmente accaduti, a chi ama il periodo bellico, l'America degli anni '40 e il Jazz, e a chi vuole un po' di sapore orientale.

L'avete letto??Vi ispira??Raccontatemi tutto! ^^




giovedì 21 agosto 2014

Recensione "Il ristorante dell'amore ritrovato" di Ito Ogawa

Buongiorno gente!!! ^^
Come state??Qui da me sembra davvero novembre, ho addirittura la felpa!! O.O Non che mi dispiaccia il freddo ma ad agosto così è davvero troppo....
Passando alle "cose serie" oggi vi lascio una nuova recensione...buona lettura! ^^
Titolo: Il ristorante dell'amore ritrovato
Autore: Ito Ogawa
Pagine: 191
Anno di pubblicazione: 2014 (2010)
Editore: Neri Pozza
ISBN: 9788854508446
Prezzo di copertina: € 9.90

Trama: Ringo, una ragazza che lavora nelle cucine di un ristorante turco di Tokyo, rientra una sera a casa con l'intenzione di preparare una cena succulenta per il suo fidanzato col quale convive da un po'. Con suo sommo sgomento, però, scopre che l'appartamento è completamente vuoto. Niente televisore, lavatrice, frigorifero, mobili, tende, niente di niente. Spariti persino gli utensili in cucina, il mortaio di epoca Meiji ereditato dalla nonna materna, la casseruola Le Creuset acquistata con la paga del suo primo impiego, il coltello italiano ricevuto in occasione del suo ventesimo compleanno. E, soprattutto, sparito il fidanzato indiano, maître nel ristorante accanto al suo, un ragazzo con la pelle profumata di spezie. Lo choc di Ringo è tale che resta impietrita al centro della casa desolatamente vuota, la voce che non le esce più dalla bocca. Decide allora di ritornare al villaggio natio, dove non mette più piede da quando, quindicenne, è scappata di casa in un giorno di primavera. Là, appartata nella quiete dei monti, matura il suo dolore. Una mattina, però, osservando il granaio della casa materna, Ringo ha un'idea singolare per tornare pienamente alla vita: aprire un ristorante per non più di una coppia al giorno, con un menu ad hoc, ritagliato sulla fisionomia e i possibili desideri dei clienti.
 Voto:
Questo è uno di quei libri che appena leggi la trama e te ne innamori lo vuoi a tutti costi, peccato che ovviamente non riesci a trovarlo da nessuna parte, nemmeno in ebook...avete presente quando succede??? Ecco... La scorsa settimana, mentre giravo per il supermercato, me lo vedo li  addirittura in edizione economica!!! *-* L'ho comprato e l'ho letto subito, ovviamente le aspettative erano altissime e che ve lo dico a fare??Ovviamente NON sono state soddisfatte.... -.-'

A dire la verità, il libro non è che mi abbia fatto schifo eh...è che l'ho voluto talmente tanto che mi aspettavo qualcosa di meglio: la sufficienza è piena ma non mi ha trasmesso assolutamente nulla, amando il giappone e la cucina mi aspettavo qualcosa dal sapore esotico che mi trasportasse nelle tipiche atmosfere nipponiche invece è un libriccino insipido con il pregio di essere scorrevole anche perchè lo stile è veramente sempliciotto.
La storia si apre con Ringo che viene lasciata, inaspettatamente, dal fidanzato che le svuota l'appartamento lasciandola solo con un piccolo contenitore appartenente all'amata nonna, sotto shock perde la voce e decide di tornare nel paese natio dove non è più stata dall'età di quindicianni dopo essere scappata di casa. Ad aspettarla c'è solo una madre con cui non ha nulla in comune ma è questione di un secondo, vede il granaio della casa materna e decide di aprire un ristorante riservato ad una sola coppia al giorno, con un menù personalizzato secondo fisionomia, gusti e desideri dei clienti. 

L'idea di base mi ha colpito: aprire un ristorante
riservato a poche persone al giorno e soprattutto organizzare un menù sempre diverso in base alla tipologia di cliente mi è piaciuta, soprattutto per la varietà di elementi culinari utilizzati e per il processo di conoscenza che attua la protagonista; altro elemento positivo è stata la storia della madre: se subito risulta un personaggio freddo ed eccentrico, poi la storia nascosta alla figlia che le separa ma che allo stesso modo le lega è toccante e da brividi; mi è piaciuto anche il personaggio di Kuma-san che, con la sua aria sempliciotta e gentile, è sempre disponibile ad aiutare la giovane amica, simbolo di altruismo e vera amicizia ha influenzato positivamente il mio giudizio.

Quello che proprio non mi è piaciuto è stato il fatto che Ringo perda la voce per la rottura con il fidanzato, è un'idea eccessiva come anche il rapportarsi con le persone attraverso penna e matita non mi ha convinta del tutto; un'altra cosa che assolutamente non ho digerito è stata la descrizione minuziosa della macellazione di un maiale, è una scena che si presenta nelle ultime pagine ma che colpisce in maniera repentina per la realtà della situazione, una scena non adatta ai deboli di cuore.

Il libro è semplice e piacevole ma mi aspettavo qualcosa in più, a tratti l'ho trovato poco credibile e la lieve atmosfera orientale non è bastata a soddisfarmi neanche con i sapori della cucina giapponese.

Nel 2010 è uscito il film tratto dal romanzo: si intitola Shokudo Katatsumuri (in inglese Ringo’s Restaurant), interpretato da Kou Shibasaki e Kimiko Yo, ha ottenenuto uno straordinario successo di pubblico; purtroppo in Italia è stato solo presentato, lo stesso anno, sottotitolato.

Piace anche a voi il giappone??Vi incuriosisce questo libro??
 




lunedì 28 aprile 2014

Books in few words #3 - L'ultima Concubina

Buongiorno ragazze!Come sono finite le vancanze di pasqua?
Ho visto che alcune hanno ricevuto dei bei regalini e altre si sono accontentate, come me , del cioccolato!! *.*
Vi siete chieste dove eravamo finite eh???!!^^
Oggi, nuovo appuntamento con le mie citazioni e  vi presento un libro di un'autrice che mi piace moltissimo, questo è stato il nostro primo incontro!Si parla di Oriente.... ^^
Rubrica nella quale vi mostrerò le frasi che mi hanno maggiormente colpito, che il libro mi sia piaciuto o meno.

Presentazione generale: 
Titolo: L'ultima Concubina
Autore: Lesley Downer
Editore: Piemme
Pagine: 530
ISBN: 978-8838476372
Anno di lettura: 2010

Trama: Giappone, 1861. Il giorno in cui il corteo reale era passato attraverso il villaggio per scortare la futura sposa dello shogun verso il castello di Edo, la strada, di solito affollata di carri e viaggiatori, era deserta. Nella vallata non si udiva un solo rumore e tutti erano immobili, in attesa. Solo la piccola Sachi aveva infranto le regole e aveva alzato la testa verso la portantina che avanzava lungo la via. L'aveva fissata solo per un attimo, ma era stato abbastanza perché quel gesto cambiasse il corso della sua vita. Quattro anni dopo, Sachi vive ormai stabilmente a Edo. Ha seguito la principessa Kazu fin dal giorno in cui è passata nel suo villaggio e i loro occhi si sono incrociati, scambiandosi una muta promessa. Da allora è stata educata secondo le ferree regole di palazzo e adesso, compiuti i quindici anni, è pronta per essere introdotta al cospetto dello shogun. Così impone la tradizione e così deve essere: la principessa deve offrire in dono al marito una concubina, e Sachi è la prescelta.

 Voto:
Citazioni:

"Goditi pure quelle vane sensazioni, ma non lasciarti abbindolare, non permettere che prendano il sopravvento nella tua vita."

"Si era permessa di lasciarsi coinvolgere a tal punto, ma non se ne pentiva affatto: bastava il suo ricordo a farle provare un moto di felicità."

"In principio s'era vergognata delle sensazioni incontrollate che le bruciavano dentro."

"Sapeva che una donna è un essere di nessun conto, tenuta a obbedire al padre finché non viene data in matrimonio, poi al marito fino alla morte di lui, e infine al figlio: era l'ordine naturale delle cose."

"C'era un vuoto di espressione nei suoi occhi, come se avesse visto troppo e non potesse più provare alcunché, come se fosse morta dentro."

"La vita non era che un frullo d'ali di passero, un tremolio momentaneo; tutto mutava, ogni cosa era destinata a tramontare."

Che ne dite??Avete letto il libro???Vi incuriosisce?
Stay Rock
Pila 
 

mercoledì 16 aprile 2014

Mini recensione "Guanciale d'erba" di Natsume Soseki

Buongiorno followers!!Come procede la settimana??
Oggi ritorna la mia passione per il giappone con una nuova mini recensione...!!
Titolo: Guanciale d'erba
Autore: Natsume Soseki
Pagine: 173
Anno di pubblicazione: 2013
Editore: Beat (ADORO!!!)
ISBN: 978-8865591604
Prezzo di copertina: 9,00 €

Trama: Un giovane artista, pittore e poeta, si avventura per un ameno sentiero di montagna di un piccolo villaggio giapponese. Lungo il cammino, in un'atmosfera incantata, incontra viandanti solitari, contadini, paesani, nobili a cavallo e ogni specie d'umanità, finché, sorpreso della pioggia, si rifugia in una piccola casa da tè tra i monti. Qui, dalla dolce voce della vecchia tenutaria, apprende la storia della fanciulla di Nakoi, che ebbe la sfortuna di essere desiderata da due uomini e di andare in sposa a quello che lei non amava. Il giorno in cui partì, il suo cavallo si arrestò sotto il ciliegio davanti alla casa del tè e dei fiori caddero come macchie sul suo candido vestito.
 Voto:
Ebbene si, come avrete immaginato dal voto, il libro non mi è piaciuto granché. Partiamo dal protagonista, un artista che si avventura su montagne sconosciute alla ricerca di se stesso e della sua arte, con l'intento di allontanarsi dai sentimenti umani, l'ho trovato arrogante e antipatico. Sinceramente ho trovato esagerato il fatto che il libro sia un inno spudorato all'arte orientale criticando tutto ciò che non lo è...
La trama è particolare perchè non ce ne è proprio una definita, è una sorta di diario di viaggio (anche se non stilisticamente) pieno di impressioni, sguardi, pensieri e sogni...insomma, è troppo filosofico per i miei gusti...
Devo ammettere comunque che lo stile non risulta pesante, anzi scorre abbastanza velocemente.
C'è chi dice che bisognerebbe avere una visuale poetica della vita per assaporare questo libro; io purtroppo non ce l'ho e forse per questo non l'ho apprezzato a dovere.
Sta di fatto che nonostante il primo approccio con l'autore non sia andato bene, vorrei leggere ancora questi qui:
 
Gattofili della blogosfera fatevi avanti!!!Chi ha letto "Io sono un gatto"??^^
Conoscete lo scrittore in questione??E a voi piace l'Oriente?
Stay Rock
Pila

sabato 1 marzo 2014

Special Books #4 - L'arte di ascoltare i battiti del cuore

Buongiorno! Finalmente è sabato! ^^ Volevo dirvi che Special Books è momentaneamente sospesa,  in attesa di nuovi libri speciali! :) Vediamo il libro che consiglio oggi...
Rubrica nella quale parlerò dei libri che mi sono rimasti nel cuore, che mi hanno colpita, emozionata e lasciato qualcosa di indelebile dentro. Questa rubrica, come potete ben capire, è a carattere limitato, perché limitati sono i libri che mi hanno lasciato queste emozioni ;). Spero che così facendo possiate trovare nuovi libri da scoprire, mentre per chi li ha già letti, sarà interessante discutere su come la pensiamo sullo stesso libro! :)

Oggi vi parlerò di ... L'arte di ascoltare i battiti del cuore di Jan-Philipp Sendker.


Presentazione generale del libro:
Titolo: L'arte di ascoltare i battiti del cuore
Autore: Jan-Philipp Sendker
Traduttore: Francesco Porzio
Pagine: 303
Anno di pubblicazione: 2011 (prima pubblicazione in Italia nel 2009)
Editore: Beat
Isbn: 9788865590423
Prezzo di copertina: 9,00 €

Trama: 
A Kalaw, una tranquilla città annidata tra le montagne birmane, vi è una piccola casa da tè dall'aspetto modesto, che un ricco viaggiatore occidentale non esiterebbe a giudicare miserabile. Il caldo poi è soffocante, così come gli sguardi degli avventori che scrutano ogni volto a loro poco familiare con fare indagatorio. Julia Win, giovane newyorchese appena sbarcata a Kalaw, se ne tornerebbe volentieri in America, se un compito ineludibile non la trattenesse lì, in quella piccola sala da tè birmana. Suo padre è scomparso. La polizia ha fatto le sue indagini e tratto le sue conclusioni. Tin Win, arrivato negli Stati Uniti dalla Birmania con un visto concesso per motivi di studio nel 1942, diventato cittadino americano nel 1959 e poi avvocato newyorchese di grido... un uomo sicuramente dalla doppia vita se le sue tracce si perdono nella capitale del vizio, a Bangkok. L'atroce sospetto che una simile ricostruzione della vita di suo padre potesse in qualche modo corrispondere al vero si è fatto strada nella mente e nel cuore di Julia fino al giorno in cui sua madre, riordinando la soffitta, non ha trovato una lettera di suo padre. La lettera era indirizzata a una certa Mi Mi residente a Kalaw, in Birmania, e cominciava con queste struggenti parole: "Mia amata Mi Mi, sono passati cinquemilaottocentosessantaquattro giorni da quando ho sentito battere il tuo cuore per l'ultima volta".

Considerazioni personali: è uno di quei libri che dovrei rileggere, perché quando l'ho letto non l'ho assorbito nel modo giusto. Comunque ricordo che, nonostante l'inizio un pò lentino, più si va avanti con la storia e più si impara ad apprezzare. Riesco però a ricordare bene che la storia d'amore raccontata è quanto di più dolce abbia letto, senza scadere mai nel banale, con bei personaggi, tranne Julia Win, la protagonista, mi stava parecchio sulle scatole xD.
Poi il titolo, per una buona volta, è azzeccatissimo al contesto del libro, perché ha una storia tutta sua che verrà narrata durante la lettura.

In conclusione:
- da leggere durante: l'autunno.


Ci sentiamo domani! :3

sabato 22 febbraio 2014

Special Books #3 - Memorie di una geisha

Buongiorno!!! ^^ Oggi metto da parte lo studio e  vado a Milano per incontrare per la prima volta la blogger Sophie di Libri da favola! Me feliiiceee!!! *-* 
Penserete che sono entusiasta perché salto un pomeriggio di studio, beh in effetti..., ma in realtà perché andremo alla presentazione del libro Geek Girl di Holly Smale. E secondo voi, il Geeky Bookers poteva mai perdersi un evento di un libro dal titolo GEEK GIRL?! Giammai!!! :DDD E poi, se il tempo basta,  ci daremo allo shopping più selvaggio. xD
Nel frattempo, vi lascio alla rubrica Special Books! ^-^
Eccoci al consueto appuntamento con Special Books, rubrica nella quale parlerò dei libri che mi sono rimasti nel cuore, che mi hanno colpita, emozionata e lasciato qualcosa di indelebile dentro. Questa rubrica, come potete ben capire, è a carattere limitato, perché limitati sono i libri che mi hanno lasciato queste emozioni ;). Spero che così facendo possiate trovare nuovi libri da scoprire, mentre per chi li ha già letti, sarà interessante discutere su come la pensiamo sullo stesso libro! :)

Oggi vi parlerò di ... Memorie di una geisha di Arthur Golden.

Presentazione generale del libro:
Titolo: Memorie di una geisha
Autore: Arthur Golden
Traduttore: Donatella Cerutti Pini
Pagine: 571
Anno di pubblicazione: 2013 (prima pubblicazione in Italia nel 1998)
Editore: Tea
Isbn: 9788850233984
Prezzo di copertina: 5,00 €

Trama: Circondate da un'aura di mistero, le geishe hanno sempre esercitato sugli occidentali un'attrazione quasi irresistibile. Ma chi sono in realtà queste donne? A tutte le domande che queste figure leggendarie suscitano, Arthur Golden ha risposto con un romanzo, profondamente documentato, che conserva tutta l'immediatezza e l'emozione di una storia vera. Che cosa significa essere una geisha lo apprendiamo così dalla voce di Sayuri che ci racconta la sua storia: l'infanzia, il rapimento, l'addestramento, la disciplina - tutte le vicende che, sullo sfondo del Giappone del '900, l'hanno condotta a diventare la geisha più famosa e ricercata. Un romanzo avvincente e toccante, coronato da uno straordinario ritratto femminile e dalla sua voce indimenticabile.

Considerazioni personali: non avevo mai letto nulla a proposito delle geishe, che nell'immaginario collettivo rappresentano le prostitute di lusso giapponesi. Invece con questo libro sono stata "istruita" su quello che sono davvero e come si arriva ad essere delle geishe "originali". 
Ho letto da molte parti che in realtà l'autore ha scopiazzato a tutto spiano da un altro libro, ovvero da Storia proibita di una geisha di Mineko Iwasaki, reale geisha.
Non ho ancora letto il suddetto libro, ma mi riprometto di farlo. In ogni caso, oltre alla documentazione fatta (o copiata?) da parte dell'autore, mi è piaciuto molto com'è stata scritta la storia, la caratterizzazione dei personaggi e la storia d'amore che c'è attorno. Quindi, se l'autore è stato poco onesto nel copiare i lavori altrui, almeno gli va riconosciuta la bravura di aver scritto una buon (e bella) storia.

Film: nel 2005 Steven Spielberg ha prodotto il film, che è risultato un capolavoro. Dura poco più di 2 ore, ma non risulta mai pesante. Ed è assolutamente da vedere! *-* Conta ben 3 premi Oscar. 
Una clip dal film.
In conclusione:
- da leggere durante: inverno/primavera.

Vi lascio il trailer:

Spero che darete una chance al libro o al film...o a entrambi, perché meritano davvero tanto! *^*

A sabato prossimo! ^^