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mercoledì 3 giugno 2015

Recensione "I misteri di Chalk Hill" di Susanne Goga

Buongiorno! ^^ Il romanzo di cui vi parlo oggi è un libro che dopo aver scoperto ho deciso di leggere immediatamente. Purtroppo, nonostante le grandi promesse e aspettative che nutrivo, sono state in parte deluse (come ahimè temevo!). Ecco quindi il mio pensiero al proposito.

Titolo: I misteri di Chalk Hill
Autore: Susanne Goga
Traduttore: Lucia Ferrantini
Pagine: 416
Anno di pubblicazione: 2015
Editore: Giunti
ISBN: 9788809798175
Prezzo di copertina: 12,00 €

Trama: È il 1890 e Charlotte, giovane istitutrice berlinese, abbandona tutto per raggiungere l'Inghilterra, decisa a rifarsi una vita dopo una terribile delusione d'amore. Giunta nella splendida tenuta di Chalk Hill, sulle verdi colline del Surrey, dovrà occuparsi della piccola Emily, l'incantevole figlia dell'altezzoso sir Andrew. Tra Charlotte e la bambina nasce subito un forte affetto, turbato però da un evento tragico che continua a tormentarla. 
Da quando la madre è morta in circostanze misteriose, Emily è convinta di vederne lo spettro, soffre di sonnambulismo e prova un inspiegabile terrore alla vista del fiume che scorre accanto alla villa. Charlotte tenta di indagare, ma nessuno dei domestici osa rompere il silenzio imposto dal vedovo sulla morte di lady Ellen. Solo con l'aiuto dell'affascinante giornalista Thomas Ashdown, chiamato a investigare sulle strane apparizioni che avvengono nella casa, Charlotte riuscirà a far luce su un segreto sconvolgente, nascosto tra le antiche mura di Chalk Hill. E forse, a poco a poco, imparerà di nuovo a credere nell'amore...
Voto: 


Dopo aver letto la trama e aver visto la cover, mi aspettavo un romanzo che richiamasse Jane Eyre di Charlotte Bronte. E in effetti ci sono forti richiami al grande romanzo, fra questi: 

  • prima di tutto l'ambientazione ottocentesca, che come la stessa autrice ha affermato, è solo di qualche decennio più avanti agli anni di ambientazione di Jane Eyre; 
  • secondo la componente giallo/mistery e i fantomatici fantasmi;
  • terzo il nome della protagonista: Charlotte. Un tributo, senza nessun dubbio alla famosa scrittrice;
  • come ultimo il passato della stessa protagonista simile a quello di Jane Eyre, o quasi e il lavoro di istitutrice.


I misteri di Chalk Hill è un mix di romanzo storico, giallo e mistery. I costumi dell'epoca sono stati affrontati bene, anche se è un vero e proprio giallo, quindi consigliabile agli appassionati del genere e mi è piaciuto il modo di scrivere dell'autrice: lineare, godibile e avvincente. Un'altra piccola cosa che ho apprezzato molto è il fatto che l'autrice facesse riferimenti anche ad autori contemporanei all'ambientazione del romanzo: Arthur Conan Doyle e Mary Shelley. 
Anche se devo segnalare qua e là qualche piccolo errore, aggiunto al fatto che alcuno frasi sono state collegate malissimo fra loro riuscendo a dare al lettore un attimo di smarrimento.

La trama ruota attorno a Chalk Hill, dimora dove la nostra protagonista Charlotte fa da istitutrice alla figlia del padrone, Emily. La bambina, pur essendo adorabile e una studentessa diligente, è vittima di strani fatti che accadono di notte, oltre ad alcune "visioni" insolite e inspiegabili. Da lì partiranno le "indagini" della donna alla ricerca della verità della morte della madre della bambina, della quale non viene fatto il nome e non si parla perché è stato ordinato dal marito, Sir Andrew. Charlotte verrà poi aiutata da Mr Ashdown, critico teatrale e giornalista nonché membro della Società per la ricerca psichica (realmente esistente in Inghilterra). 
Le vicende narrate dalla Goga sono ambientate nella contea del Surrey e nei boschi circondanti Chalk Hill, fra i quali spicca il Druid's Grove (bosco reale e antichissimo). 
Non mancano i momenti inquietanti nei boschi di notte arricchiti da storie strane e sinistre.


L'unica cosa che faticherete a trovare è una storia romantica. Quello che, infatti, mi ha dato particolare fastidio è stato constatare che - recito la frase nel retro libro: 
"Nella piovosa campagna inglese, una storia romantica e misteriosa, dove brivido e sentimento si intrecciano in un crescendo di colpi di scena."
Della tanta annunciata "storia romantica" c'è ben poco. Sì, è vero, c'è una storia d'amore nel libro, ma non troverete nemmeno lontanamente qualcosa che vi ricordi Jane Eyre. Tutto si sviluppa soltanto verso la fine e, no: non ci sono davvero momenti romantici. 
Per cui, se come me vi aspettate una storia d'amore che vi faccia appassionare all'interno delle vicende narrate nel libro, cascate proprio male. Anzi, quando stava finalmente per iniziare il libro è finito!!!
I sentimenti ci sono, ma sono quelli che i personaggi nutrono nei riguardi di Emily, la bambina adorabile del romanzo. Altri tipi di sentimenti farete davvero fatica a trovarli. 
Questo, se non si è ancora capito, mi ha particolarmente delusa.

In conclusione, consiglio questo libro a chi ama i gialli con un'ambientazione vittoriana e a chi ama le storie di presunti fantasmi! ;) Il romanzo, infatti, risulta una buona lettura, con alcuni tratti inquietanti che nel complesso stanno molto bene.

Ilaria

giovedì 19 febbraio 2015

Mini recensione "Picnic al cimitero e altre stranezze" di Marie-Aude Murail

Buondì lettori!!!
Come state??Oggi giornata speciale perchè vi lascerò due recensioni, sono strettamente collegate ma lo scoprirete da voi...iniziamo con la prima davvero minuscola!!!Come sempre lasciatemi le vostre opinioni, a più tardi!! ^^

Titolo: Picnic al cimitero e altre stranezze. Un romanzo su Charles Dickens
Titolo originale: Charles Dickens
Autore: Marie-Aude Murail
Pagine: 160
Anno di pubblicazione: 2012
Editore: Giunti
ISBN: 978-8809772977
Prezzo di copertina: € 8.50

Trama:  Marie-Aude Murail è una grandissima appassionata di Charles Dickens. Da sempre. In casa ha persino una sorta di angolo dickensiano, con libri (tenuti sotto chiave) e varie immagini dell'autore inglese. Soltanto lei poteva prendere in mano le fila della narrazione di una vita che sembra in tutto e per tutto un romanzo scritto da Dickens stesso. Dall'infanzia vissuta prima nel miraggio di una buona istruzione e poi nella dura realtà di una fabbrica di lucido da scarpe, a una serie di peripezie che lo portano a 24 anni già alla fama e al successo; dalle amicizie nate nelle pause del lavoro giovanile agli amori e alla numerosissima famiglia che formò. Charles Dickens ha scritto nei suoi libri molto di quanto aveva vissuto e Marie-Aude Murail racconta il tutto come fosse un romanzo, un suo romanzo, con la leggerezza e la sagacia che la contraddistinguono e che, lei dice, forse ha imparato proprio da quel grande maestro.
 Voto:

Questa sarà un recensione un po' particolare perchè non ho intenzione di svelarvi particolari della vita, davvero interessante, del mio amato Dickens; vi posso solo dire che si tratta di una simpatica biografia per ragazzi e che lo stile fresco e brioso della Murail, che mi aveva già catturata in Miss Charity, vi conquisterà! Detto questo, ho intenzione di lasciarvi dei piccoli stralci da questo libro per spiegarvi un po' il mio amore per Dickens!

"Dickens sprofonda nel suo romanzo, più gli occhi si fanno immensi. Vede. Qualsiasi scena che sta descrivendo, la vede. Dickens vive in mezzo ai suoi personaggi, parla con loro e loro parlano con lui. Ci manca poco che non scriva sotto loro dettatura. A ognuno di loro dà qualcosa di sé..."

"Dickens non è l'inventore della festa di Natale, ma nessuno meglio di lui ha saputo celebrarla e diffonderla."

"A chi va il denaro delle rappresentazioni dei poveri di Londra, a un'associrazione operaia, ad artisti caduti in disgrazia...Perchè papà Dickens è anche così: con il cuore in mano."

"Perchè c'è una cosa che bisogna precisare: papà Dickens non è "cool". Non ama le punizione corporali, che sono invece abituali nell'Inghilterra vittoriana. Ma vuole ordine, metodo e volontà."

"La verità è che Dickens ha un grande difetto, una tara, un vizio imperdonabile: è "popolare"."

"Disse allora una ragazzina: Mr. Dickens è morto? E quindi morirà anche Babbo Natale?
Oggi posso rassicurare quella ragazzina. Charles Dickens è come Babbo Natale, Immortale."

Se siete appassionati, o semplicemente curiosi, avvicinatevi e scoprite che questo grande artista è stato prima di tutto un grande uomo!

lunedì 20 ottobre 2014

Recensione "Inseguendo l'amore" di Nancy Mitford

Buongiorno readers!!!
Come state??Come è andato il vostro weekend??Il mio abbastanza frenetico, non sono stata praticamente mai a casa e purtroppo non sono riuscita a passare nei vostri angolini, in questi giorni lo farò sicuramente!!! ^^
Oggi vi lascio alla recensione dell'ultimo libro letto a settembre....come sempre lasciatemi le vostre opinioni! ^^
Titolo: Inseguendo l'amore
Autore: Nancy Mitford
Pagine: 241
Editore: Giunti
Anno di pubblicazione: 2013 (1945)
ISBN: 978-8809781306
Prezzo di copertina: € 6.90

Trama: Il primo romanzo di Nancy Mitford, in parte autobiografico, nel quale l'autrice ci offre un ritratto irriverente dei vizi e delle virtù della nobiltà inglese nella prima metà del nostro secolo: al centro della narrazione si trova la famiglia dei Radlett, signori di campagna dai gusti un po' eccentrici, presso i quali la nipote Fanny trascorre lunghi periodi della propria infanzia e adolescenza. Nei ricordi di Fanny ormai adulta spicca la cugina Linda, bella, passionale, sventata e coraggiosa: è proprio lei a "inseguire l'amore". La seconda guerra mondiale segna la fine di un'epoca, ma non appanna mai l'umorismo irresistibile e la frizzante ironia con cui le stravaganze dei Radlett meritano di essere raccontate. 
Voto:

Inizio con il dire: mi aspettavo, sicuramente, di meglio. Sapevo che la protagonista avrebbe raccontato le avventure amorose della cugina ma non credevo che si alienasse completamente per cederle la scena.
La storia dell'autrice è davvero particolare: Nancy nacque da una famiglia della nobiltà terriera inglese, fascista, che raggiunse la notorietà grazie alle vite eccentriche, e alle visioni politiche, delle sei affascinanti sorelle Mitford. Cresciute in una famiglia conservatrice, dove la madre insegnò loro un po' di tutto perchè decise di non mandarle a scuola, divennero curiose ma soprattutto ribelli: Nancy, socialista moderata, divenne famosa per i suoi romanzi sull'alta società britannica; Jessica, anche lei scrittrice, scappò di casa per unirsi ai comunisti; Diana sposò il leader del partito fascista inglese; Unity, anche lei fascista, fu molto vicina ad Adolf Hitler; Pamela fu una figura non-politica nonostante le sue idee antisemite; Deborah, la più giovane, sposò il duca di Devonshire e divenne duchessa.
Insomma, i matrimoni e le idee politiche delle sorelle Mitford condizionarono la loro vita: soprattutto la rivalità politica tra Jessica e Diana non cessò mai, nonostante tra le altre sorelle i contatti furono frequenti.
Nonostante il mio parere, comunque sufficiente, ho intenzione di ridare una chance a quest'autrice con "L'amore in un clima freddo" e leggere il libro della sorella Jessica, "Figlie e ribelli", strettamente autobiografico.

Tutto questo per sottolineare il fatto che il romanzo sia d'ispirazione biografica, ed è evidente in molti passaggi.

Fanny, l'io narrante, viene abbandonata da una madre egoista e immatura che pensa solo agli uomini (è soprannominta "La puledra"...fate voi.. ) e presa sotto le ali protettrici della zia Emily e ogni estate passa le vacanze ad Alconleigh dagli zii Radlett, nobili terrieri dai gusti non convenzionali. 
Tra i tanti personaggi particolari, ovviamente c'è sempre qualcuno che spicca sugli altri, in questo caso si tratta della cugina Linda, bellissima e ribelle che per fuggire dal padre si butta in un matrimonio frettoloso con il primo corteggiatore (brillo) che trova, un ricco banchiere di origine tedesca, che ha l'effetto non solo  di scandalizzare il padre ma di finire molto presto con il peso di una bambina non voluta (poi abbandonata) e con la conseguente fuga tra le braccia di un'intellettuale comunista. Seguiremo tutte le vicende amorose di questa donna fino a quando farà un incontro davvero particolare...sarà il vero amore?!

Quello che proprio non mi è piaciuto, come anticipato prima, è stato il completo annullamento dell'io narrante, mi spiego meglio: Fanny racconta tutta la vita di Linda ma quasi nulla di sé. Capisco che l'eccentrica e ribelle cugina viva una vita alla ricerca estenuante del vero amore, capitolando spesso e commettendo molti errori ma il fatto di accennare solamente ad eventi importanti della vita di Fanny non mi è andato giù. 
Ammetto anche che Linda mi sia risultata davvero insopportabile: bellissima, intelligente (o almeno così considerata dalla famiglia), coraggiosa e ribelle, tutti a tesserne le lodi e ad adorarla, a compatirla per ogni errore commesso, talmente affascinante che nessun personaggio riesce a staccarsene; da parte mia invece l'ho trovata immatura e sciocca, con un comportamento da donnicciola viziata ed egoista.

Avevo letto pareri molto positivi sullo stile dell'autrice inglese, ma purtroppo quell'arguzia e quella brillantezza tanto citate non mi hanno colpito; vero è che spesso l'autrice si diverte con i personaggi e risulta spiritosa ma, sinceramente, credo che lo humour british del tempo non faccia per me.
Ovviamente ci sono anche aspetti positivi, ma riesco sempre meglio a descrivere quelli negativi. XD

Nonostante queste piccole pecche, resta un libro che consiglierei, ma solo agli amanti delle atmosfere davvero british. ^^