Visualizzazione post con etichetta Narrativa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Narrativa. Mostra tutti i post

giovedì 3 marzo 2016

Recensione "La moglie dell'aviatore" di Melanie Benjamin

Buongiorno, lettori! Scusate la mia sparizione ma ultimamente va così purtroppo! Oggi vi parlo dell'ultima lettura di febbraio e la migliore del mese, anche. Devo ringraziare di cuore la Beat per la copia inviatomi, i loro libri sono sempre una garanzia.


- In uscita il 3 marzo -

Titolo: La moglie dell'aviatore
Autore: Melanie Benjamin
Traduttore: Maddalena Togliani
Pagine: 416
Anno di pubblicazione: 2016
Editore: Beat
ISBN: 978886559313-4
Prezzo di copertina: 9,00 €

Trama: È il 1927 quando Anne Morrow incontra per la prima volta Charles Lindbergh. Lei è una ragazza piena di grazia e impeto giovanili, con i capelli scuri e curve inadatte agli abiti dalla linea dritta dell'epoca. Figlia dell'ambasciatore americano in Messico, un uomo appartenente allo stesso mondo e alla stessa cerchia sociale di Joseph e Rose Kennedy e di Henry Ford, Anne sogna "relazioni scandalose" pur di non diventare un giorno come una di quelle vecchie rinsecchite che, ai tornei di bridge, passano il tempo a malignare sui giovani e sui loro sogni. Lui è un ragazzo di venticinque anni che nel mese di maggio di quell'anno è diventato un eroe: ha sorvolato l'oceano Atlantico come un'aquila, e in solitaria per giunta, conquistando non solo l'intero pianeta ma anche il cielo sovrastante. Da allora è immortalato per l'eternità in fotografie e cinegiornali mentre sventola allegro la mano dalla cabina di pilotaggio, snello e abbronzato nella sua tuta da aviatore troppo larga, i capelli biondi tagliati cortissimi, rasati sulla nuca e con una frangia da adolescente. Oppure appoggiato con atteggiamento disinvolto al suo aereo; anzi, per lui l'aereo, lo Spirit of St. Louis. I Morrow hanno invitato il giovane aviatore nella speranza che i suoi occhi si posino su Elisabeth, la sorella maggiore di Anne, la bella di casa con il suo incarnato di porcellana, i riccioli biondi e i grandi occhi azzurri...
Voto:


La moglie dell'aviatore di Melanie Benjamin è una biografia romanzata dei coniugi Lindbergh, famosissimi in America e nel mondo per essere stati la prima coppia di aviatori.

La storia è raccontata dal punto di vista della moglie Anne Morrow Lindbergh famosa, oltre che per gli importanti traguardi intrapresi come prima donna aviatrice, come scrittrice. Il libro racconta, quindi, tutta la vita della coppia dal suo punto di vista dal 1927 al 1974.
Anne è una giovane studentessa di Lettere del Smith College, nonché figlia dell'ambasciatore del Messico Dwight W. Morrow. Nel Natale del 1927 torna a casa e in questa occasione incontrerà per la prima volta Charles Lindbergh, che pochi mesi prima era diventato l'uomo più famoso del mondo per essere stato il primo aviatore ad aver attraversato il Pacifico in solitaria con l'aereo Spirit of Saint Louis (oggi esposto a Washington). Sin da subito Anne resta affascinata e ammaliata dal ragazzo, vedendolo, come tutta l'America, come Lucky Lindy, l'Aquila Solitaria e come l'Eroe della nazione.
I due si sposeranno nel 1929 e Anne sarà la prima donna a prendere il brevetto di volo, a studiare la geografia astronomica e a seguire il marito nei suoi lunghi viaggi, tracciando le prime rotte aeree. 
Nel 1932 i coniugi saranno stravolti dal rapimento e omicidio del loro primogenito e Anne si troverà a dover fronteggiare il dolore della perdita da sola: il marito, infatti, le vieterà di piangere in sua presenza perché non vuole vederla così "debole". Successivamente i coniugi continueranno a volare nel resto del mondo, visitando la Germania hitleriana dove inizialmente avevano pensato di trasferirsi, finché Anne chiede a Charles di non voler volare più perché vuole stare più vicina ai loro 4 figli, cosa che lo lascerà inizialmente sconcertato, ma che poi, pur malavoglia, accetterà.
Charles Lindbergh è un uomo freddo, non riesce ad esprimere le proprie emozioni e talvolta i suoi comportamenti sfociano in crudeltà e tirannia, molte volte nei confronti dei figli, pur essendo stato uno degli uomini più coraggiosi che l'America abbia mai avuto. Il suo rapporto con la moglie è di grande affetto, anche molto misurato da parte di lui e la passione è uno degli elementi più forti che lega la coppia. 
Anne è una ragazza che non conosce sé stessa, che non sa cosa vuole e che vivrà per anni sotto il dominio e l'influenza del marito, pur essendo stata una donna straordinariamente intelligente. Solo verso i cinquant'anni e dopo che i figli saranno andati via di casa, forse a causa della lontananza del marito (che tornava solo poche volte l'anno e per brevi periodi) riuscirà a capire cosa vuole davvero rendendosi conto di valere molto: per questo motivo cercherà una propria indipendenza prendendo in affitto un appartamento nella Grande Mela e costruendosi una vita diversa da quella finora vissuta. Nel 1955 pubblica il suo più grande romanzo Dono dal mare e in quegli anni si circonda di persone stimolanti che ridaranno nuovo slancio alla sua vita, avviando anche una relazione con un medico (e anche se non viene citato nel romanzo, stando alle fonti Wikipedia anche con l'autore e aviatore Antoine de Saint-Exupéry). 
Ci ritroviamo poi catapultati nel 1974: Lucky Lindy, suo marito, è in fin di vita, malato di leucemia, ma Anne scopre per mezzo di alcune lettere dei tradimenti di lui. Charles Lindbergh, infatti, aveva il chiodo fisso della discendenza "pura" e più volte era stato criticato di razzismo negli anni '40: avviò 3 relazioni in Germania, dalle quali nacquero ben 7 figli. 

La storia di Anne, ma anche quella di Charles, non fu una vita facile, ma sicuramente fu piena. 
Personalmente mi ha fatto rabbia vedere che una donna forte e intelligente come Anne si sia fatta mettere in ombra e certe volte manipolare dal marito solo per i propri fini. Mi sono detta "erano gli anni '30, era un periodo diverso dal nostro", ma no: più volte nel corso del romanzo familiari e amici facevano riferimenti velati in merito alla nostra protagonista, cercando di spingerla a far valere la propria opinione, così come c'erano esempi di donne che facevano sentire con coraggio la propria voce, proprio come oggigiorno. 
Probabilmente Anne era troppo giovane, succube e sottomessa dal fascino e dall'importanza storica e mondiale del marito per farsi valere. L'unica spiegazione che riesco a darmi è che sia cresciuta in una famiglia nella quale veniva poco o per nulla apprezzata e questo deve averle dato poca autostima, cosa che l'ha portata a comportarsi di conseguenza. Charles Lindbergh da quel che si evince dal romanzo ha avuto una famiglia non facile: se non ricordo male il padre andò via quando era un bambino e la madre lo crebbe in maniera fredda e distaccata. Era sicuramente un uomo particolarmente coraggioso, al quale vanno riconosciuti moltissimi meriti, ma resta il fatto che approfittasse della moglie, era un uomo freddo e in certe situazioni si comportò nella maniera sbagliata.

L'autrice riesce a descrivere bene la relazione fra i due, l'affetto e l'ammirazione che Anne provava nei confronti del marito, così come sottolinea gli sporadici moti d'affetto di lui nei suoi confronti. Grande importanza dà alle avventure intraprese e affrontate dai Lindbergh, che resteranno nei libri di storia per sempre, anche se probabilmente i meriti saranno dati solo a lui.  
Il romanzo cattura il lettore e risulta impossibile separarsi dalle sue pagine, ci si sente davvero immersi nelle vicende, portati in aereo da una parte all'altra del mondo, ci si ritrova a incoraggiare e sperare insieme ad Anne e non solo, a vivere insieme i momenti difficili della sparizione del bambino, ma anche l'asfissia e la persecuzione da parte della stampa. Ci sono decine di cose da dire su questo romanzo, ma sono sicura di essere riuscita ad esprimerne soltanto alcune, quello che vi posso però dire è di leggerlo: è una lettura bella, importante, per certi versi difficile (dopo aver letto della vicenda del bambino l'ho dovuto mettere in pausa per almeno un giorno, tante sono le emozioni che trasmette), ma è uno di quei libri il cui ricordo permane a lungo. Poi le biografie hanno secondo me una marcia in più: sono situazioni, persone, avvenimenti realmente avvenuti (anche se sì, certo, sempre in maniera romanzata), ma un buon 80/90% sono documentati e raccontati attraverso un libro restano meglio impressi nel cuore e nella mente di chi legge.
Leggerò sicuramente altro di questa talentuosa autrice e quindi non posso fare altro che consigliarvene la lettura.

In ultimo vi lascio un video, da quanto ho visto è forse l'unico in cui si vedono interagire i coniugi, che mi ha lasciata perplessa: vedete come si comporta lui? Mah. 

Ho già detto abbastanza: leggetelo! 

giovedì 26 novembre 2015

Recensione "Il grande Gorsky" di Vesna Goldsworthy

Buongiorno! La recensione di oggi è forse una delle più negative degli ultimi tempi: non è un libro brutto, ma non mi è nemmeno piaciuto moltissimo. Ve ne parlo meglio nella recensione.

Titolo: Il grande Gorsky
Autore: Vesna Goldsworthy
Traduttore: Mariagiulia Castagnone
Pagine: 162
Anno di pubblicazione: 2015
Editore: Mondadori
ISBN: 9788804650577
Prezzo di copertina: 16,00 €

Trama: "Era uno di quegli affari che capitano una volta nella vita, se si è fortunati." Per Nicholas, giovane libraio di Chelsea, l'affare si chiama Roman Gorsky: il miliardario russo più ricco e sfuggente di tutta Londra. Gorsky è speciale, i suoi modi sono eleganti con noncuranza, ha fascino, i suoi soldi non gridano, sussurrano, la voce è gentile e non ha bisogno di sfoggiare i simboli del potere. Cosa ci fa Roman Gorsky sulla soglia di una piccola libreria indipendente? Ha una richiesta, uno specialissimo desiderio per cui è pronto a pagare qualsiasi fortuna. Sta ristrutturando una nuova casa (un palazzo che faccia impallidire Buckingham Palace) e vuole che sia dotata della migliore biblioteca privata della città, anzi d'Europa. Non una biblioteca qualsiasi, ma quella di un lettore appassionato, piena di vecchi tascabili e edizioni rare, libri ereditati e novità ancora da leggere. Una biblioteca in grado di incantare… Chi? Natalia Summerscale. Incredibilmente bella e incredibilmente inavvicinabile. Lei e Gorsky si sono conosciuti nella Stalingrado della loro infanzia, poi si sono perduti. È per lei che Gorsky ha costruito tutta la sua fortuna, per lei da decenni costruisce un piano di conquista con la precisione di un generale dell'Armata Rossa. Per lei assolda il giovane Nicholas, Cupido complice e ingenuo del più assoluto degli amori. E Nicholas, scappato dalla guerra in Iugoslavia con in tasca un dottorato in Letteratura e pochi soldi d'eredità, viene di colpo catapultato nel mondo spudoratamente ricco, glam e luccicante della pericolosa oligarchia russa a Londra. Si innamorerà in modo sbagliato, avrà relazioni sensuali e fuori dalle regole, sarà deluso e capirà molte cose. Ma soprattutto dovrà realizzare la più audace delle fantasie: far innamorare di Gorsky una donna, solo per essersi aggirata nella sua biblioteca...
Voto:



Il grande Gatsby è uno fra i miei libri preferiti, uno di quei romanzi che oltre ad offrire una bellissima lettura riescono anche a trasmettere qualcosa a livello umano e personalmente è riuscito a trasmettermi dei valori di crescita personale, per cui quando ho notato la pubblicazione di questo libro non ho potuto fare a meno di inserirlo nella sempre più lunga wishlist, ma la vera manna è stato trovarlo a 4 € da Libraccio la settimana scorsa.
Sia chiaro, non mi aspettavo un capolavoro ma non ero nemmeno così prevenuta da credere si potesse rivelare una delusione, cosa che in parte è successa.

La rivisitazione che offre la Goldsworthy è sicuramente quella di una persona che ama l'opera di Fitzgerald e attraverso il suo romanzo è inevitabile notare la cultura di questa autrice. 
Il Gatsby del romanzo è stato riproposto con il nome Gorsky e non è più un miliardario americano, ma russo. Nick, la voce narrante, non è più un broker dell'America pre-crisi del '29, ma un bulgaro scappato dalla guerra alla fine degli anni '80 e approdato a Londra, dove lavora in una libreria.
Purtroppo devo dire che ho trovato il Nick di Vesna Goldsworthy antipatico, apatico e noioso. Gatsby è un personaggio che amo da morire, ma Gorsky purtroppo in questo romanzo mi è sembrato più un personaggio da sfondo che altro. Insomma, devo dire che la scrittura di questa autrice non mi ha emozionata e affascinata per nulla, rivisitazione o meno. Onestamente non sarebbe riuscita a conquistarmi nemmeno se questo libro fosse stato inventato di sana pianta da parte sua. 

Sicuramente si salva perché è scritto tutto sommato bene, anche se inizialmente l'ho trovato un po' lento (e petulante), ma poi una volta abituata allo stile è facile da leggere. 
Purtroppo non ho sentito nessuna familiarità/vicinanza con i personaggi: sono rimasti tutti un po' da sfondo e senza nessuna partecipazione emotiva.

In conclusione direi che no, non ci siamo. Se avete voglia di dargli una chance le pagine sono poche e potrebbe risultare una lettura gradevole, ma se proprio volete leggere qualcosa, leggete il capolavoro di Fitzgerald.

martedì 24 novembre 2015

Mini recensione "Non avevo scelta" di Donna Foley Mabry

Buongiorno, lettori! Oggi vi parlo di un libro che ho letto in ebook, ma che spero presto di recuperare anche in cartaceo visto che mi è piaciuto molto. Vi lascio alla recensione! :)


Titolo: Non avevo scelta
Autore: Donna Foley Mabry
Traduttore: Erica Farsetti e Anna Ricci
Pagine: 377
Anno di pubblicazione: 2015
Editore: Newton & Compton
ISBN: 9788854182486
Prezzo di copertina: 12,00 €

Trama: "Era il 1906, avevo appena quattordici anni, ed era il giorno del mio matrimonio. Mia sorella maggiore, Helen, venne in camera mia, mi prese per mano e mi fece sedere sul letto. Aprì la bocca per dire qualcosa, poi arrossì e si voltò a guardare fuori dalla finestra. Dopo qualche istante, mi strinse la mano e tornò a guardarmi negli occhi. Abbassò lo sguardo e disse: 'Sei sempre stata una brava ragazza, Maude, e hai sempre fatto quello che ti dicevo. Tra poco sarai una donna sposata, e a casa comanderà lui. Stasera, quando vi ritirerete dopo la festa, qualsiasi cosa voglia farti, tu dovrai permetterglielo. Hai capito?'. Non capii, ma annuii comunque. Mi sembrava strano, come molte altre cose. Avrei fatto come diceva lei. Non avevo scelta, proprio come quando ero nata."
Voto:


Non avevo scelta fa parte di quei romanzi che raccontano di storie vere di donne, un genere di lettura che solitamente gradisco molto. La storia che ci viene raccontata in questo libro è quella di Maude, una donna realmente vissuta nata sul finire dell'800. A scrivere e riportare la storia è sua nipote.

La vita di Maude è bella: è amata dai suoi genitori, vive la sua infanzia, quando improvvisamente, all'età di 8 anni, resta orfana. Pochi anni dopo è costretta per esigenze familiari a sposarsi presto e il suo è un matrimonio felice che però, sfortunatamente, dura poco.
Nonna Maude e Donna
La protagonista di questo romanzo ne ha dovute affrontare di mille colori in vita sua, riuscendo sempre a farcela solo grazie alla propria forza di volontà e fede. Non sono una persona particolarmente credente, anzi, ma la forte religiosità di Maude, che la rendeva certe volte un po' antiquata e che avrebbe potuto facilmente sfociare nel bigottismo, raramente mi ha recato fastidio nel corso della lettura.

Questo libro mi ha saputa emozionare e commuovere più di una volta: non si può fare a meno di incoraggiare la protagonista e a voler sapere di più su quello che le succederà in seguito. La sua è stata, senza alcun dubbio, una vita difficile, sofferta e sudata. La storia è narrata in prima persona, quindi dal suo punto di vista, anche se a scrivere il libro è sua nipote, alla quale Maude ha raccontato la propria vita pezzo per pezzo ogni sera, per farla addormentare, finché Donna non ha deciso di scriverne un libro, in un certo senso per commemorarla.

Mi sento di consigliare questo romanzo a chi ama leggere storie vere di donne e a chi ha voglia di emozionarsi e trarre dei piccoli insegnamenti per la vita di ogni giorno.

mercoledì 14 ottobre 2015

Mini recensione "Tutto l'amore smarrito" di Antonella Frontani

Buon pomeriggio lettori! Oggi vi parlo di un libro pubblicato poche settimane fa: un romanzo con una storia forte e intensa, che vi saprà emozionare, per il quale ringrazio la Garzanti per la possibilità di averlo potuto leggere.


Titolo: Tutto l'amore smarrito
Autore: Antonella Frontani
Pagine: 174
Anno di pubblicazione: 2015
Editore: Garzanti
ISBN: 9788811688198
Prezzo di copertina: 14,90 €

Trama: Adele adora fermarsi a guardare l'orizzonte dove i confini del sole si perdono. Quel panorama le dona serenità, nonostante tutto. Nonostante il lavoro da giornalista in cui non si sente realizzata e i tanti sogni lasciati in un cassetto. La sua unica ragione di vita è Amata, sua figlia. Amata, che ha bisogno di lei più che mai, chiusa nel suo mondo fatto di melodie, spartiti e tasti del pianoforte. Ogni gesto, ogni pensiero, ogni scelta di Adele è per lei nei suoi giorni che scorrono sempre uguali. Fino a quando non conosce Pietro e il suo silenzio che non riesce a trovare una voce. Pietro è sopravvissuto al campo di concentramento di Mauthausen e porta ancora dentro il gelo di quel tempo lontano. I suoni, i rumori, le immagini invadono i suoi incubi. Adele deve solo intervistarlo, poche semplici domande per poi lasciarsi tutto alle spalle. Ma ci sono incontri che cambiano la vita per sempre. Ci sono sguardi capaci di arrivare in luoghi dove il buio non ha lasciato spiragli. Ci sono persone a cui non si può mentire. E questo fa paura. Eppure, più Pietro tenta di fuggire davanti ai suoi fantasmi, più capisce che Adele è la sola che può aiutarlo a fare pace con se stesso. Perché in lei riconosce i suoi stessi errori. E un dolore simile al suo. Un dolore che parla di un amore impossibile che non ha avuto il coraggio di vincere il destino. Ma quando il passato torna con la sua forza dirompente, c'è solo una strada da percorrere. La strada più difficile. Quella della verità.

Voto:


Leggere il romanzo di Antonella Frontani è stato come ricevere un pugno nello stomaco: la storia che racconta, infatti, arriva di prepotenza, con violenza, mozzando il fiato al lettore. 

I personaggi Adele e Pietro sono due sopravvissuti della vita: la prima in seguito a un'evento drammatico, si ritroverà a chiudersi a riccio, mentre il secondo, sopravvissuto al campo di concentramento di Mauthasen, taglierà il mondo fuori dalla propria vita. Due esistenze vissute a metà, vuoi per colpa di un coraggio non trovato, vuoi per una colpa trascinata da decenni, che si ritroveranno in seguito a un'intervista: Adele, infatti si ritroverà a intervistare Pietro sulla sua esperienza durante la guerra e da lì partiranno gli eventi che porteranno i due protagonisti a far cadere il velo su un fatto accaduto 20 anni prima e del quale, entrambi, hanno taciuto da sempre a chi gli sta attorno.
I personaggi della Frontani sono dipinti con estremo affetto da parte dell'autrice, così come vengono descritte con delicatezza le loro vicende umane.

Devo confessare di aver certe volte trovato estremamente esagerate le descrizioni dell'autrice, così come credo che i dialoghi dei personaggi siano state, certe volte, troppo formali e, onestamente, possibili solo su carta scritta. 

Nel complesso Tutto l'amore smarrito è un bel romanzo che, nonostante la brevità, lascia un segno indelebile nel lettore e sono sicura che con maggiore esperienza l'autrice potrà continuare a donarci altri romanzi di struggente bellezza.

giovedì 8 ottobre 2015

Recensione "La magia delle cose perse e ritrovate" di Brooke Davis

Buongiorno, cari lettori! Ieri avrei voluto pubblicare un post, ma sono stata fuori casa praticamente tutto il giorno e anche adesso sto per uscire, quindi pubblico questa recensione che aspetta da tempo. Il romanzo di cui vi parlo l'ho forse letto al momento sbagliato, tanto che il mio parere non è molto positivo come tutti gli altri. Ringrazio comunque di cuore la Garzanti per avermi dato la possibilità di leggerlo.
Titolo: La magia delle cose perse e ritrovate
Autore: Brooke Davis
Traduttore: Marco Zonetti e Maria Paola Romeo
Pagine: 246
Anno di pubblicazione: 2015
Editore: Garzanti
ISBN: 9788811688471
Prezzo: 14,90 €

Trama: A volte un paio di stivali rossi può aiutare ad affrontare il mondo e le proprie paure. Così è per Millie, che quando li indossa si sente forte e sicura. Ha sette anni ed è curiosa di tutto. Ha tanta voglia di fare domande, di conoscere, di scoprire. Per questo quando un giorno, al centro commerciale, sua madre sembra sparita, non si perde d'animo, ma cerca qualcuno che possa darle una mano a trovarla. E proprio allora che si imbatte in Karl, un anziano un po' speciale che, mentre parla, digita nell'aria le parole. Solo in questo modo riesce a sentire ancora vicina sua moglie a cui un tempo scriveva lettere d'amore sulla schiena. 
Millie si fida subito di lui e la corazza di diffidenza che Karl si è costruito intorno si scioglie grazie agli occhi sperduti e sinceri della bambina. Gli stessi occhi davanti ai quali Agatha sente nascere dentro una tenerezza ormai dimenticata. A ottant'anni non esce più di casa, dopo la morte del marito, e passa le sue giornate alla finestra a spiare i vicini. Ma appena scorge Millie e Karl, c'è qualcosa che la spinge a parlare con quei due sconosciuti. Perché Millie ha il dono unico di raggiungere il cuore delle persone. Perché il suo sorriso ingenuo e solare è capace di portare la felicità. Li dove non ci si aspettava più di trovarla. Grazie a lei Karl e Agatha scoprono che non è mai troppo tardi per vivere appieno la vita, per permettere all'amore di meravigliare ancora.
Voto:


Nonostante di questo libro abbia sentito parlare benissimo, sono qua a scrivere una recensione un po' fuori dal coro, visto che non mi è piaciuto molto e ci ho messo tantissimo tempo per leggerlo (cause maggiori, c'è da dirlo, ma comunque non ero invogliata alla lettura).



Premettendo che è un romanzo scritto molto bene, trovo che sia un libro estremamente particolare e unico nel suo genere, che sì, può essere chiaramente reputato come un complimento (e lo è), ma dall'altra parte ritengo che personalmente è stato proprio questo il motivo che mi ha rallentata nella lettura.
Il mio vero e grande problema, lo so mi ripeto, è il modo in cui la storia è stata narrata: mi piace quando la storia viene raccontata in maniera lineare, senza filosofeggiamenti e pensieri troppo approfonditi sul senso della vita. Purtroppo questo genere di libri non fanno per me e questo andando in questa direzione non ha incontrato il mio gusto personale, ma non per questo non lo ritengo un libro valido.

La storia è dolce ma anche triste e regala certi insegnamenti ma è al contempo, come i personaggi, strampalata. 
Tutto ha inizio quando Millie, una bambina di 7 anni, viene abbandonata dalla madre in un centro commerciale: da lì partono le sue (dis)avventure, grazie alle quali conoscerà Karl il Dattilografo, Agatha Panta, oltre che a Stella e Capitan Tutto. Come non ricordare poi le scene bizzarre all'interno della storia, anche se credo di essermi totalmente persa visto che non ricordo nemmeno se alla fine trovavano o meno la madre di Millie?

Chiaramente averlo letto nell'arco di 1 mese non ha aiutato, ma devo dire a malincuore che non è uno di quei libri che ricorderò con affetto, anzi. 

In conclusione, direi che lo consiglio a chi ha voglia di una storia che oltre a raccontare le vicende di una bambina sfortunata, riesca a trasmettere dei valori sul senso della vita.

martedì 6 ottobre 2015

Recensione "Omero, Iliade" di Alessandro Baricco

Buon martedì, lettori! :) La recensione di oggi, scelta ancora da voi, è quella di un libro che mi è piaciuto molto e non vi nascondo che un po' di nostalgia delle medie, quando studiavo l'Iliade... me l'ha fatta tornare! Vi lascio alla recensione. ;)

Titolo: Omero, Iliade
Autore: Alessandro Baricco
Pagine: 163
Anno di pubblicazione: 2013
Editore: Feltrinelli
ISBN: 9788807881435
Prezzo: 7,50 €

Trama: Questo volume nasce da un progetto di rilettura del poema omerico destinato alla scena teatrale. Baricco smonta e rimonta l'Iliade creando ventun monologhi, corrispondenti ad altrettanti personaggi del poema e al personaggio di un aedo che racconta, in chiusura, l'assedio e la caduta di Troia. L'autore "rinuncia" agli dei e punta sulle figure che si muovono sulla terra, sui campi di battaglia, nei palazzi achei, dietro le mura della città assediata. Tema nodale di questa sequenza di monologhi è la guerra, la guerra come desiderio, destino, fascinazione, condanna. Un'operazione teatrale e letteraria insieme, dalla quale emerge un intenso sapore di attualizzazione, riviviscenza, urgenza, anche morale e civile.
Voto:


Dopo Seta, questo è il secondo libro che leggo di Baricco. Il primo mi era piaciuto molto dal poco che ricordo (sono passati un bel po' di anni), per cui quando a Portobello Road mi sono ritrovata davanti questo e altri due suoi libri a prezzi super stracciati (e in condizioni pari al nuovo) non ci ho pensato su più di tanto e li ho comprati.
E ho preso in pochissimo tempo anche la decisione di iniziare questo libro, considerando che ho un debole per tutto quello che ricorda le opere omeriche e il mondo greco.

Dall'introduzione l'autore "avvisa" i lettori che la sua è una rilettura dell'Iliade dal punto di vista degli uomini, quindi gli dei vengono totalmente esclusi per dare maggiore umanità e, se vogliamo, concretezza all'opera e alla storia.
Ora, sono passati anni dall'ultima volta che ho studiato l'Iliade (e la ricordo ancora, insieme alla Divina Commedia, con grande affetto), ma da quel poco che ricordo devo dire che il lavoro svolto da Baricco è ottimo e non posso fare a meno di consigliarvi la lettura, peccato soltanto che il libro finisca - giustamente - dove finisce anche l'Iliade: ovvero alla morte di Ettore e successivamente quando Priamo si reca da Achille per chiederne il corpo. Baricco ha anche aggiunto la "fine", cioè il ritrovamento da parte dei troiani del cavallo che, portato a Troia, ne causerà la disfatta. 

Come sempre leggere qualcosa che parli dell'Iliade è interessante ed emozionante: se prima ero attratta da questo storico capolavoro, quando qualche anno fa uscì il film Troy (che sì, lo so, non è attendibile al 100%, ma sono ancora accecata da Brad Pitt che volete farci?! xD) ne sono ancora più innamorata. Ho amato i personaggi di Ettore e Achille, che pur essendo imperfetti, restano, secondo il mio parere, i protagonisti indiscussi dell'opera omerica.

Chiaramente non posso fare altro che consigliarvi questo libricino, che oltre a essere una bella (ri)lettura e a regalare (beh, diciamolo!) un po' di cultura, ha anche a fine volume una postilla dell'autore molto interessante sulla guerra che porta il lettore a riflettere.
Per cui, se l'Iliade vi affascina da sempre ma avete timore di leggere la versione di Omero, vi consiglio assolutamente questo libro di Baricco che, sono sicura, ve la farà amare.

martedì 29 settembre 2015

Recensione "Liv forever" di Amy Talkington

Buongiorno, cari lettori! I voti del sondaggio parlano chiaro: avete scelto la recensione di Liv, forever e quindi eccola qui! :) Adesso non mi resta altro che lanciare un nuovo sondaggio in modo che possiate scegliere la prossima recensione, che pubblicherò giovedì. ^^ 
Per questo libro devo ringraziare la De Agostini, che molto gentilmente mi hanno fornito. Come leggerete dalla recensione è un libro che mi ha appassionata molto e che ho divorato in pochissime ore. Vi lascio alla recensione! :)

Titolo: Liv forever
Autore: Amy Talkington
Traduttore: Manuela Salvi
Pagine: 296
Anno di pubblicazione: 2015
Editore: De Agostini
ISBN: 9788851133474
Prezzo: 14,90 €

Trama: La vita di Liv Bloom è sempre stata un disastro. Un continuo susseguirsi di famiglie affidatarie, delusioni e fallimenti. Ecco perché, quando Liv vince una borsa di studio per Wickham Hall, la più prestigiosa accademia d'arte dello stato, è al settimo cielo. 
L'arte non è solo la sua più grande passione, ma anche l'unica possibile via di fuga da una vita che detesta. E poco importa che l'atmosfera di Wickham Hall sia a dir poco spettrale, che gli antichi edifici abbiano un aspetto sinistro e che ogni angolo delia scuola risuoni di misteri e premonizioni. Liv è troppo felice per farci caso. Tanto più che Malcolm, il ragazzo più bello e talentuoso dell'accademia, sembra essersi disperatamente innamorato di lei. Presto, però, l'idillio si infrange. Perché nemmeno L'amore di Liv e Malcolm può ignorare l'antica maledizione che si nasconde tra i corridoi di Wickham Hall. Una maledizione che porta con sé una lunga scia di sangue. E che ora vuole reclamare la felicità di Liv.
Voto:


Dopo un mese difficile di letture, leggere questo libro è stata una vera e propria boccata d'aria fresca. Pur essendo per certi versi triste, l'ho letto nel giro di pochissime ore: una volta iniziato non riuscivo a staccarmi dalle pagine e poi è talmente breve e scritto bene che è scivolato via senza che me ne accorgessi.
Chiaramente è un romanzo per ragazzi giovani, ma persino io che non sono più una teenager da tempo l'ho trovato molto avvincente, appassionante ed estremamente coinvolgente: sono riuscita a leggerlo con mio fratello che chiacchierava in sottofondo e da Costa Coffe, quindi si merita un plauso per essere riuscito a mantenere la mia attenzione/concentrazione, una cosa non da poco.

La storia, ve la racconto molto sommariamente visto che in alto trovate anche la trama, è quella di Olivia, Liv per gli amici, che si trasferisce a Wickham Hall, una prestigiosa scuola dove viene subito notata da Malcom. È vero che all'inizio avevo storto il naso per la solita storia d'amore che nasce quasi in maniera istantanea, ma l'autrice riesce a dare una tale piega agli eventi e una tale trasformazione nei personaggi che è impossibile non affezionarsi a Liv, Malcom, Gabe e al resto dei personaggi.

Un'altra cosa che ho trovato affascinante sono le storie di alcuni "fantasmi" che vengono raccontate dal loro punto di vista: sicuramente spingono il lettore ad entrare in maniera più intima e profonda con loro, pur non essendo fra i personaggi di primo piano del libro. 
Certo, è anche vero che un maggiore approfondimento dal punto di vista delle storie personali e psicologiche dei personaggi sarebbe stato molto gradito e avrebbe arricchito di molto il libro. 
Mi sarebbe piaciuto saperne di più sui personaggi principali, soprattutto su Malcom e Gabe: il primo per sapere davvero perché aveva scelto Liv e il secondo per conoscerlo meglio, visto che la sua storia personale viene a malapena accennata. Inoltre sarebbe stato interessante accennare brevemente anche al personale e corpo docente che lavora a Wickham Hall, che secondo la mia opinione aveva un gran potenziale che non è stato sfruttato.

Tutto sommato però, come dicevo prima, lo stile e la scrittura di Amy Talkington sono semplici, diretti e riescono ad incollare il lettore alle pagine del libro e spero proprio che pubblichi presto altro: mi piacerebbe leggere altro di suo, visto che Liv forever l'ho praticamente divorato in meno di 24 ore.

In conclusione, consiglio la lettura a chi ama le storie di "fantasmi", ma anche le storie d'amore tragiche, i romanzi che tengano col fiato sospeso fino alla fine e, in fin dei conti, una lettura che pur essendo molto leggera consiglio caldamente.