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lunedì 8 febbraio 2016

Recensione "Nonostante tutto ti amo ancora" di Samantha Towle

Buon lunedì, lettori! Oggi vi parlo della prima lettura di febbraio, che riceve il premio peggior lettura dell'anno, anche se il 2016 è iniziato da poco, quindi staremo a vedere se leggerò di peggio. Il lato positivo è che si è dimostrata una lettura comica, quindi almeno non è stato così orribile leggerla e poi, sarò onesta, mi sono divertita parecchio nello scrivere la recensione. xD E grazie alla Newton Compton per la copia inviatomi.

Titolo: Nonostante tutto ti amo ancora
Autore: Samantha Towle
Traduttore: Elisabetta Colombo
Pagine: 316
Anno di pubblicazione: 2016
EditoreNewton Compton
ISBN: 9788854185739
Prezzo di copertina: 9,90 €

Trama: Mia Monroe sta scappando. Da una persona che le ha fatto del male. Da un passato che vuole tenere nascosto. Non ha più fiducia nel futuro.
Jordan Matthews ama le cose facili. Le donne facili. La vita facile. Poi incontra Mia. Lei è a pezzi e ha sulle spalle il peso più grande che una persona possa sostenere. Ma più Jordan conosce Mia, più si ritrova, per la prima volta nella sua vita, a volere con tutto se stesso qualcosa… qualcuno… lei. E allora la vita non è più così facile. Jordan è tutto ciò che Mia non dovrebbe volere. Un ragazzo poco raccomandabile, arrogante, con un passato da giocatore d’azzardo e un presente da cinico donnaiolo. Eppure Mia se ne innamora. E allora il passato da cui cercava di fuggire sembra raggiungerla…
Voto:


Se vi capita di adocchiare questo libro e di incuriosirvi, fate prima a lasciarlo dov'è. Il romanzo di Samantha Towle affronta quel filone che va tanto di moda ultimamente, nel quale i personaggi hanno vissuto qualsiasi situazione drammatica vi possa mai venire in mente ed è un libro che vi sconsiglio assolutamente, a meno che non vogliate farvi due risate, ma partiamo dall'inizio.

Mia Monroe è una ragazza poco più che 20enne, che vive con un padre che la picchia e punisce in continuazione. La storia inizia quando lui muore, così che la nostra protagonista è finalmente "libera", invece che succede? Va in un bar e il primo che le parla diventa il suo primo ragazzo (ragazza mia, usa un attimo la testa!!). 
Peccato per lei che Forbes (il fantastico nome del suo fidanzato) sia persino peggiore del padre. Mia nel frattempo scopre che la madre che pensava morta dandola alla luce, in realtà ha firmato un documento nel quale afferma che la lascia in custodia al padre, quindi è viva! Decide allora di parlarne con Forbes, che becca in flagranza di tradimento (vi risparmio i dettagli!). Il bastardo non solo la tradisce, ma addirittura la insegue a casa sua e cerca di stuprarla (in effetti lo stupro mancava al quadretto!) e lei riesce a scappare, decidendo di cercare la madre.
Mia, dopo aver dormito per alcuni giorni, strada facendo, in alcuni motel, arriva in un posto (del quale ho già dimenticato il nome) e si ferma alla tavola calda, chiedendo alla cameriera un hotel dove può alloggiare. Beth, la cameriera, la indirizza all'hotel di un amico, che si scoprirà essere un adone bellissimo, muscoloso, alto, virile e... udite, udite! Un incommensurabile idiota che ragiona con un organo che sta parecchio più in basso del cervello.

Da quel momento la lettura diventa ridicola, non saprei come altro descriverla.
L'autrice inserisce i capitoli con il pov di lui e sono qualcosa di terribile, demenziale, con situazioni che sfociano nella parodia del bellimbusto bello ma idiota, peccato solo che l'autrice crede sul serio che quello che scrive è figo (faccetta urlante vieni a me), ovvero scene in cui il protagonista maschile, Jordan, non fa altro che descrivere il culo (per non dire di peggio) della protagonista, pensare come e dove potersi fare la ragazza e facendo in continuazione ragionamenti insulsi e da decerebrato! Ci alcune scene che sono delle chicche, perché l'autrice pensa sul serio di scrivere delle frasi ad effetto del tipo "Jordan è un duro!!!", quando in realtà sono assolutamente prive di senso per non parlare di quanto siano stupide e volgari, ripeto inutilmente ed eccessivamente volgari.
Inoltre, se la Towle pensa che sia in grado di scrivere dal pov maschile si sbaglia di grosso: a malapena sa scrivere una storia di questo tipo (e non è un complimento!), figuriamoci la parte di un personaggio maschile! Talmente il libro è pieno di perle di saggezza che ho dovuto segnarmene alcune, come queste.


Jordan's quote
(segno quelle estremamente volgari o spoileranti)

1. "Di solito, mi piacciono le ragazze con i capelli lunghi: così ho qualcosa da stringere fra le mani quando le scopo.  
Ma per quanto rappresenti l'opposto di tutto ciò che cerco di solito mi ha fatto diventare il cazzo duro come una roccia solo a guardarla. 
Mai. Successo. Prima.
Solitamente, ho bisogno di vederle nude, o almeno di muovere un po' le mani.
Ma lei è la miglior sega visiva del mondo"
---> questo per farvi un'idea della finezza di questa donna! 

2. "E quell'occhio nero. Non mi sono mai sentito tanto arrabbiato come quando l'ho visto. E poi, qualche stronzo ha appena messo sotto il mio cane, quindi fidatevi se vi dico che quell'occhio pesto mi ha fatto incazzare: so di cosa parlo"
---> no, veramente non ho capito bene: di cosa stai parlando?!?!? O_O

3. "Davvero, una volta che avessi finito con lui, non si azzarderebbe nemmeno più a respirare nella direzione di Mia. Voglio fare male sul serio a quel bastardo. Tanto quanto vorrei stare fra le cosce di lei"
---> -__________________-

4. "La mia vita è appena diventata incredibilmente dura. Proprio come il mio cazzo, quando sto vicino a Mia".
---> finezza due.

5. "Non faccio mai discorsi profondi" 
---> me n'ero accorta eccome!!!

Nel frattempo scopriamo che anche Jordan non è da meno alle tragedie: il poveretto, infatti, ha perso non una ma ben DUE madri!!! (ahahahah scusate la risata ma mi viene spontanea!) Lo so, lo so, la genialità di questa autrice è infinita! 
Il romanzo prosegue poi con i due che (banalmente) si innamorano, finché non si scopre che la (seconda) madre che ha cresciuto Jordan è in realtà la madre che ha abbondato Mia, quindi tragedie greche perché: "Come ha potuto lei crescere te e non me?!?!" e cose di questo tipo. I due si mollano. Poi si ripigliano, insomma, l'happy ending c'è per forza, è chiaro.

Personalmente ritengo che l'autrice scriva come una 15enne in pieno scombussolamento ormonale: sul serio non riesco a spiegarmi come una donna adulta con un marito e dei figli si metta a scrivere storie di questo tipo, non tanto perché siano adolescenziali, quanto perché non esiste nessun tipo di maturità in questa storia!
E non mi venite a dire che "ma la maturità c'è! hai visto come Jordan aspetta Mia e la incoraggia a migliorare?!" no, quello è semplicemente un cliché che ha usato per arrivare al lieto fine e in conclusione, per accontentare le lettrici. Per non parlare poi delle scene volgari e (mi ripeto, ma è necessario) insulse, idiote e stupide.

È anche vero che il finale un minimo si salva, ma no, ci sono troppi elementi che non mi vanno giù nemmeno per dare un voto di 2/5! Per cui il mio voto resta estremamente negativo e mi rifiuto di leggere altro di questa "autrice".

Un'altra cosa che non mi riesco a spiegare è come sia possibile che questo... definirlo libro è già tanto, abbia avuto così tanto successo e clamore su Goodreads per poi essere stato pubblicato dalle case editrici: siamo arrivati a questo punto? 
Sono questi i "libri" che sfondano e che piacciono alle lettrici ultimamente???
In ultimo devo segnalare un bel po' di errori nel testo, che mi hanno fatto storcere un po' il naso.

Per concludere posso dire che si è rivelata una lettura comica e che non consiglio a NESSUNO. Ci sono tanti bei libri nel panorama editoriale che valgono la pena di essere letti, anche sullo stesso filone "dramma e lacrime", ma questo non rientra nella categoria, quindi, se potete statetene alla larga. Se, invece, avete voglia di leggerlo per scoprire quanto schifo effettivamente faccia, fate pure, ma vi avevo avvisati! xD

giovedì 7 gennaio 2016

Recensione "Sei il mio sole anche di notte" di Amy Harmon

Buon pomeriggio, lettori! Oggi vi parlo della mia ultima lettura del 2015 e come potete ben capire dal voto... sì, mi ha fatto concludere bene l'anno! ;)

Titolo: Sei il mio sole anche di notte
Autore: Amy Harmon
Traduttore: Lucia Feoli e Anna Ricci
Pagine: 351
Anno di pubblicazione: 2015
Editore: Newton Compton
ISBN: 9788854174306
Prezzo di copertina: 9,90 €

Trama: Ambrose Young è bellissimo, alto, muscoloso, con lunghi capelli che gli arrivano alle spalle e uno sguardo che brucia di desiderio. Ma è davvero troppo per una come Fern Taylor. Lui è perfetto, il classico protagonista di quei romanzi d'amore che Fern ha sempre adorato leggere. E lei sa bene di non poter essere all'altezza di un ragazzo del genere... Ma la vita a volte prende pieghe inattese. Partito per la guerra dalla piccola cittadina di provincia in cui i due giovani sono cresciuti, Ambrose tornerà trasformato dalla sua esperienza in prima linea: è sfigurato nei lineamenti e profondamente ferito nell'anima. Fern riuscirà ad amarlo anche se non è più bello come prima? Sarà in grado di conquistarlo? Saprà curarlo e ridargli la fiducia in sé?
Voto:


L'anno scorso avevo letto il primo romanzo pubblicato in Italia di Amy Harmon, I cento colori del blu (recensito qui), un libro che ancora adesso ricordo con molto affetto, in grado di lasciare un segno. Per questo all'uscita di Sei il mio sole anche di notte, ho comprato immediatamente una copia del libro, aspettando il momento giusto per essere letto: l'ispirazione è arrivata a pomeriggio inoltrato, il 27 di dicembre. Mi chiamava dallo scaffale della libreria già da settimane se non da mesi, per cui spinta dal momento l'ho preso in mano e ho iniziato a leggerlo e sapete cosa? Non l'ho messo giù fino alle 2 di notte, quando l'avevo letteralmente divorato.

In questo romanzo si intrecciano le storie di Fern, Bailey e Ambrose. Fern è innamorata da sempre di Ambrose, è una ragazza scialba, ai limiti della bruttezza, ma con un cuore generoso, tanto da assistere in quasi ogni momento della giornata il cugino Bailey, malato di distrofia muscolare, che non per questo è un personaggio che si autocommisera: Bailey è divertente, diretto e senza peli sulla lingua. Nel contesto della storia sarà grazie a lui se i protagonisti capiranno di non piangersi addosso, ma prendere la vita per il verso giusto senza stare troppo a riflettere sulle cose banali e superflue. Ambrose (sì, lo so, nome orribile) invece è il tipico personaggio maschile bellissimo e sportivo: figlio di un modello italiano che ha abbandonato la madre dopo aver scoperto di essere incinta, cresce con il padre "adottivo", ma non per questo non è un buon padre, anzi. Il ragazzo è un lottatore. No, non per modo di dire, è sul serio un campione di lotta, con tanto di premi, sacrifici e impegni da sportivo agonistico. Dopo il diploma e in seguito all'11 Settembre, Ambrose deciderà di partire in guerra trascinando nella decisione anche gli amici di sempre, ma al suo ritorno, a causa di un incidente nel quale perderanno la vita i suoi amici e rimarrà per metà sfigurato in volto, ritornerà negli Stati Uniti distrutto e cambiato per sempre.

Amy Harmon è un'autrice capace di scrivere storie belle, tristi e commoventi, riuscendo ad arrivare al cuore del lettore. I personaggi sono tratteggiati con grande bravura e le vicende raccontate con brio, leggerenza ma allo stesso tempo profondità. A febbraio la Newton Compton pubblicherà un altro dei suoi libri, Infinito + 1 e io non vedo l'ora di averlo fra le mani, sperando che non mi deluda. Una piccola nota all'edizione Newton però la devo fare: perché questa cover orrenda? A parte il fatto che non c'entra nulla con la storia perché le persone in cover sembrano dei 15enni e nel romanzo invece si parte dai 17/18 anni, anche se la cover originale non mi faccia impazzire, aveva molto più senso e almeno era in linea con la protagonista del romanzo. 

Per concludere, consiglio il romanzo a chi ha voglia di una storia dolce, commovente, in grado di appassionare dalla prima all'ultima pagina e, soprattutto, in grado di lasciare qualcosa a fine lettura.

In ultimo vi lascio il sito dell'autrice e vi comunico (ma lo saprete di già!) che questo volume verrà ristampato a metà gennaio al prezzo di 5,90 €.

giovedì 1 ottobre 2015

Recensione "Bunker Diary" di Kevin Brooks

Buon giovedì! ^^ Il secondo sondaggio ha dato la parità fra questo titolo e Omero, Iliade di Baricco, ma visto che Bunker Diary era al secondo posto al primo sondaggio, ho deciso di dargli la precedenza. Se anche al terzo sondaggio Omero, Iliade avrà ottenuto i voti più alti, toccherà a lui! ;) Ma veniamo alla recensione di oggi.

Titolo: Bunker Diary
Autore: Kevin Brooks
Traduttore: Paolo Antonio Livorati
Pagine: 277
Anno di pubblicazione: 2015
Editore: Piemme
ISBN: 9788856644302
Prezzo: 15,00 €

Trama: Linus, sedici anni, insieme a quattro adulti e una ragazzina di nove, si trova intrappolato in un bunker, uno spazio claustrofobico da cui nessuno può fuggire. 
Sono stati rapiti da qualcuno che si è presentato loro ogni volta in modo diverso e non sanno perché sono stati scelti. Spiati da decine di telecamere e microfoni perfino in bagno, dovranno trovare un modo per sopravvivere. "Bunker Diary" è un incubo da vivere sulla propria pelle attraverso le pagine del diario di Linus, in un'escalation di umiliazioni, meccanismi perversi e violenza fisica e psicologica innescati "dall'uomo di sopra"...
Voto:


Trovo che scrivere una recensione su questo libro sia un minimo difficile: il primo motivo è che sto ancora cercando di metabolizzarlo e seconda cosa il tema trattato non è affatto dei più semplici, ovvero il rapimento.

Quello che ci racconta Brooks in questo romanzo è la storia  di Linus, un 16enne benestante che decide di scappare di casa e vivere per strada, quando ad un certo punto viene rapito da un uomo. Linus si ritroverà segregato in un bunker, dove presto sarà raggiunto da altre 5 persone anch'esse rapite, finché non si arriva all'epilogo finale del quale non vi accenno nulla.
Il tutto è raccontato dal punto di vista del protagonista attraverso le pagine del suo diario che scrive, appunto, nel bunker.

Ho letto in giro recensioni decisamente negative su Bunker Diary, soprattutto per quanto riguarda il finale: non mi trovo d'accordo sul fatto che l'autore abbia voluto evitarlo. Certo, personalmente preferisco un finale con la F maiuscola che colleghi tutti i pezzi e che non mi faccia rimanere con delle domande in sospeso, ma non so perché, ogni volta Brooks riesce ad affascinarmi e a farmi riflettere per giorni e giorni al significato di questa scelta: cosa è successo o cosa potrebbe essere accaduto? Che fine ne sarà dei protagonisti? Chi e perché ha agito così? Ma, onestamente, quando ci sono dei rapimenti (e mi viene da pensare al famoso caso di Natascha Kampusch) c'è veramente un senso nel gesto di privare un'altra persona della propria libertà?
Leggendo il libro e poi documentandomi sul caso della Kampusch e sul caso Fritzl, mi sono accorta di quanto l'autore si sia mantenuto (passatemi il termine) fedele a fatti di cronaca realmente accaduti.
Su una cosa sono d'accordo ed è la leggera pacatezza (un po' troppa) del libro: vista la situazione dei personaggi e le condizioni in cui si sono trovati mi sarei aspettata maggiore ansia, ma è anche vero che il rapitore scelto da Brooks è caratterizzato da un comportamento "tranquillo", seppur - chiaramente - terrificante e misterioso. Solo per quello giustifico il mio voto.

In conclusione consiglierei la lettura a chi ha voglia di un libro che pur essendo estremamente facile e scorrevole da leggere, lasci un segno a fine lettura e che ci porti a compiere delle domande sul mondo che ci circonda.

martedì 29 settembre 2015

Recensione "Liv forever" di Amy Talkington

Buongiorno, cari lettori! I voti del sondaggio parlano chiaro: avete scelto la recensione di Liv, forever e quindi eccola qui! :) Adesso non mi resta altro che lanciare un nuovo sondaggio in modo che possiate scegliere la prossima recensione, che pubblicherò giovedì. ^^ 
Per questo libro devo ringraziare la De Agostini, che molto gentilmente mi hanno fornito. Come leggerete dalla recensione è un libro che mi ha appassionata molto e che ho divorato in pochissime ore. Vi lascio alla recensione! :)

Titolo: Liv forever
Autore: Amy Talkington
Traduttore: Manuela Salvi
Pagine: 296
Anno di pubblicazione: 2015
Editore: De Agostini
ISBN: 9788851133474
Prezzo: 14,90 €

Trama: La vita di Liv Bloom è sempre stata un disastro. Un continuo susseguirsi di famiglie affidatarie, delusioni e fallimenti. Ecco perché, quando Liv vince una borsa di studio per Wickham Hall, la più prestigiosa accademia d'arte dello stato, è al settimo cielo. 
L'arte non è solo la sua più grande passione, ma anche l'unica possibile via di fuga da una vita che detesta. E poco importa che l'atmosfera di Wickham Hall sia a dir poco spettrale, che gli antichi edifici abbiano un aspetto sinistro e che ogni angolo delia scuola risuoni di misteri e premonizioni. Liv è troppo felice per farci caso. Tanto più che Malcolm, il ragazzo più bello e talentuoso dell'accademia, sembra essersi disperatamente innamorato di lei. Presto, però, l'idillio si infrange. Perché nemmeno L'amore di Liv e Malcolm può ignorare l'antica maledizione che si nasconde tra i corridoi di Wickham Hall. Una maledizione che porta con sé una lunga scia di sangue. E che ora vuole reclamare la felicità di Liv.
Voto:


Dopo un mese difficile di letture, leggere questo libro è stata una vera e propria boccata d'aria fresca. Pur essendo per certi versi triste, l'ho letto nel giro di pochissime ore: una volta iniziato non riuscivo a staccarmi dalle pagine e poi è talmente breve e scritto bene che è scivolato via senza che me ne accorgessi.
Chiaramente è un romanzo per ragazzi giovani, ma persino io che non sono più una teenager da tempo l'ho trovato molto avvincente, appassionante ed estremamente coinvolgente: sono riuscita a leggerlo con mio fratello che chiacchierava in sottofondo e da Costa Coffe, quindi si merita un plauso per essere riuscito a mantenere la mia attenzione/concentrazione, una cosa non da poco.

La storia, ve la racconto molto sommariamente visto che in alto trovate anche la trama, è quella di Olivia, Liv per gli amici, che si trasferisce a Wickham Hall, una prestigiosa scuola dove viene subito notata da Malcom. È vero che all'inizio avevo storto il naso per la solita storia d'amore che nasce quasi in maniera istantanea, ma l'autrice riesce a dare una tale piega agli eventi e una tale trasformazione nei personaggi che è impossibile non affezionarsi a Liv, Malcom, Gabe e al resto dei personaggi.

Un'altra cosa che ho trovato affascinante sono le storie di alcuni "fantasmi" che vengono raccontate dal loro punto di vista: sicuramente spingono il lettore ad entrare in maniera più intima e profonda con loro, pur non essendo fra i personaggi di primo piano del libro. 
Certo, è anche vero che un maggiore approfondimento dal punto di vista delle storie personali e psicologiche dei personaggi sarebbe stato molto gradito e avrebbe arricchito di molto il libro. 
Mi sarebbe piaciuto saperne di più sui personaggi principali, soprattutto su Malcom e Gabe: il primo per sapere davvero perché aveva scelto Liv e il secondo per conoscerlo meglio, visto che la sua storia personale viene a malapena accennata. Inoltre sarebbe stato interessante accennare brevemente anche al personale e corpo docente che lavora a Wickham Hall, che secondo la mia opinione aveva un gran potenziale che non è stato sfruttato.

Tutto sommato però, come dicevo prima, lo stile e la scrittura di Amy Talkington sono semplici, diretti e riescono ad incollare il lettore alle pagine del libro e spero proprio che pubblichi presto altro: mi piacerebbe leggere altro di suo, visto che Liv forever l'ho praticamente divorato in meno di 24 ore.

In conclusione, consiglio la lettura a chi ama le storie di "fantasmi", ma anche le storie d'amore tragiche, i romanzi che tengano col fiato sospeso fino alla fine e, in fin dei conti, una lettura che pur essendo molto leggera consiglio caldamente.

mercoledì 22 luglio 2015

Recensione "Ti amo già da un po'" di Tania Paxia

Buongiorno!!! Ultimamente i post sono stati programmati e vi confesso che stare lontana dal blog e dalla blogosfera in generale mi è mancato molto, quindi sono felice di ritornare fra voi con un post fresco di giornata! :) 
Oltre a questo, oggi è un giorno molto speciale e non è un caso se io abbia deciso di pubblicare questa recensione proprio il 22 luglio, perché Tania compie gli anni e il romanzo di cui vi parlerò a breve esce anch'esso oggi! :D


Buon compleanno, Tania!!!!!


Titolo: Ti amo già da un po'
Autore: Tania Paxia
Pagine: 267
Anno di pubblicazione: 22 luglio 2015
Editore: Self-publishing
Prezzo ebook: 0,99 €

Goodreads e blog dell'autrice


Trama: Keene, New Hampshire 
5 Giugno 2006 
Ore 22:50 
Harper 
Lei era lì, dall’altro lato della strada, più bella che mai, con i capelli castani tirati in una coda di cavallo, mentre sorrideva allegra, aggiustandosi la piccola borsa a tracolla che le era scivolata di fianco. Indossava degli shorts corti di jeans, abbinati a una t-shirt rosa. Era accaldata, forse era davvero corsa fin lì da chissà dove. 
Il tempo si fermò, concentrandosi in un solo attimo. L’attimo in cui realizzai che non era lì per me, ma era insieme a… 
May 
“Owen” mi bloccai all’istante, senza fiato. “Ci sediamo?” gli indicai una delle panchine che costeggiavano la strada, di fronte al gazebo rotondo in legno, nella piazza principale. Era uno dei miei posti preferiti. 

Un biglietto. Un malinteso. Questo ha portato Maybelle Watson (detta Trilli) e Peter Harper ad allontanarsi. Da amici per la pelle, si sono trasformati in due estranei, per gli otto anni consecutivi, fino a quando May, stufa della sua vita a New York, del suo lavoro di avvocato, del suo fidanzato apatico e insensibile, avvocato anche lui, decide di tornare a Keene. Ed è qui che incontrerà di nuovo Peter Harper, il suo amico speciale, il suo Peter personale. Tra liti, scontri e cioccolate calde col cuore di gelato, May scoprirà cosa Harper avrebbe voluto dirle quella sera di inizio estate. 

Voto:
(so che non si capisce bene, ma è un 4,5!)


Quando Tania mi ha proposto di leggere Ti amo già da un po' confesso di essere stata un po' titubante: sapete benissimo che sono molto franca nelle mie recensioni, per cui ero spaventata dalla possibilità di poterne parlare non troppo bene, ma Tania mi ha tolto dall'impiccio dicendomi di sentirmi libera di dire come lo trovavo senza farmi problemi. Sentire questo direttamente da lei mi ha decisamente tolta tutti i dubbi e i timori che avevo e quindi, visto che la trama mi intrigava parecchio, ho accettato di leggerlo senza pensarci due volte.

Faccio una premessa che sicuramente vi sembrerà inutile, ma è indispensabile: ho iniziato a leggere il romanzo in Italia, avete presente con il caldo che c'è ancora adesso e temperature sopra i 30°? Beh, il romanzo è ambientato sotto le festività natalizie, per cui leggere di cioccolate calde, addobbi natalizi, cappotti, guanti e quant'altro ci sia di caldo mi ha fatto aumentare la temperatura! xD Quando poi mi sono spostata a Londra, dove la temperatura è sui 20° e si sta benissimo rispetto al caldo italiano, la situazione è fortunatamente cambiata in meglio, tanto da farmi desiderare di seguire l'esempio dei personaggi e bere anch'io una cioccolata alla prima caffetteria disponibile! :D
Tolta questa premessa che, sì lo so, è più personale che altro, partiamo con la "recensione" vera e propria!

La storia parla di May, giovane avvocatessa che in seguito a una difesa affidatole dal suo ufficio che decide di non accettare perché il suo cliente è in realtà uno spacciatore, si ritrova costretta a mollare tutto non restandole altro da fare che ritornare dai suoi genitori, a Keene. Lì rincontrerà Harper, amico di infanzia con il quale ha avuto un brusco taglio di relazione prima di partire per il college, insieme a tante cose non dette da parte di lui. Fra i ricordi dell'adolescenza, nuove prospettive future e tanta cioccolata, si snoderanno le vicende dei nostri protagonisti.
La storia di per sé è semplice, quello che strega in questo libro è come Tania sia riuscita a raccontare il tutto, inoltre ho notato che leggendo vengono fuori molti dettagli personali dell'autrice: partendo da Sherlock Holmes e dall'amore per i romanzi gialli, all'amore per le lettura (inutile dirlo!) e a quella per il cibo, specie per i dolci.
I personaggi principali sono May e Harper, soprannominati anche Trilli e Peter (Pan). Entrambi amici sin da bambini, cresciuti insieme, hanno personalità diverse: May è forte, si butta a capofitto in tutto quello che fa senza pensarci due volte, Harper invece è più calmo e sicuramente ha il pessimo dono di non dire mai quello che andrebbe detto.
I personaggi secondari sono ugualmente ben delineati: fra i miei preferiti ci sono sicuramente la signora Pierce e il padre di May, mentre la madre di May e il suo ex ragazzo avrei proprio voluto prenderli a sberle!

È  un romanzo appassionante, scritto benissimo e risottolineo benissimo, con personaggi belli e una storia degna di essere letta. 
Chiaramente però, qualche difettuccio l'ho trovato, che credete?! xD Non sarei me, altrimenti! No, a parte gli scherzi, i difetti che ho trovato si contano sulle dita di una mano e sono:
1. i titoli di ogni capitolo, che ho trovato leggermente spoileranti tanto che alla fine avrei preferito i classici numeri;
2. il fatto che il malvivente sul quale è intrecciata la storia sia un italiano: perché darci la zappa sui piedi?! xD
3. non aver maggiormente approfondito la vita di May prima di trasferirsi a Keene.
A parte questi piccoli dettagli, ho divorato e amato questo libro come mi capita raramente, tanto da voler leggere ancora altro di Tania non appena possibile. 

In definitiva, consiglio questo romanzo a tutti gli appassionati della buona lettura: se avete voglia di una bella storia raccontata magnificamente che sia ambientata in periodo pre-natalizio, questo libro fa per voi! 

E, anche se gliel'ho già detto per email, ancora tanti complimenti a Tania per aver portato a compimento un libro così bello! E ovviamente... ancora tanti auguri!!!! :)))

lunedì 13 luglio 2015

Recensione "Evadne. La sirena perduta" di Diana Al Azem

Buon inizio di settimana lettori!!! ^_^ Sono ancora elettrizzata per la nuova grafica che ieri sono riuscita a mettere su (e gli occhi mi pizzicano ancora! xD), ma sono proprio tanto felice del risultato! Inoltre grazie per i commenti che mi state lasciando... grazie, grazie, grazie! 

Tornando al post di oggi vi parlo di un romanzo che ho scoperto solo da poco e che mi ha incuriosita moltissimo visto che adoro da sempre il mito delle sirene. Anche voi, vero??? ;D Purtroppo però, pur essendo partito bene all'inizio, mi ha annoiata da metà in poi! >.< Vedrete perché nella recensione! :( Ringrazio di cuore la Dunwich Edizioni per la copia ebook che mi ha fornito.

Titolo: Evadne. La sirena perduta
Serie: Evadne #1
Autore: Diana Al Azem
Traduttore: Eva Marchetti
Pagine: 230
Anno di pubblicazione: marzo 2015
Editore: Dunwich Edizioni
ISBN: 9788898361786
Prezzo: 9,90 €

Trama: Non potrò mai dimenticare quel senso di soffocamento provocato dallo stare così tanto tempo sott'acqua. 
Né la mancanza di ossigeno che mi bloccava i polmoni, provocandomi piccoli spasmi, o la poca luce che passava sotto il mare, spegnendosi poco a poco. Qualche istante prima di perdere conoscenza, sentii qualcosa afferrarmi la vita e trascinarmi nelle profondità del mare. Proprio in quel momento persi i sensi. Non ricordo né come né quando tornai a galla, ma a un tratto mi ritrovai alla deriva su una tavola da surf, di sera, a poche centinaia di metri al largo della costa di Tarifa. Grazie a una pattuglia di guardia che vigilava la zona, riuscii a tornare a casa. Non sono mai stata capace di spiegarmi come una bambina di tre anni, in mezzo al mare, fosse riuscita a sopravvivere a quelle temperature invernali.
Voto:


Evadne - La sirena perduta è il primo libro della serie Evadne e purtroppo al momento non so dirvi se è il primo di una duologia, trilogia o altro. Posso dirvi, però, che in patria è già uscito il secondo volume dal titolo Evadne - E la Valle delle Gorgoni.

Inizialmente il libro parte parecchio lento e non posso nascondere la mia impazienza nell'attesa di "vedere" le SIRENE. 
Dopo decine di pagine la situazione si sblocca e la lettura prende finalmente vita, si viene introdotti alla storia e ci si appassiona, si conoscono i personaggi e pian piano si impara ad amarli/odiarli. E io aspetto ancora le SIRENE. 
Nel frattempo la nostra protagonista, Eva, ci presenta i suoi due migliori amici: Miki, amico d'infanzia appassionato/ossessionato dal mondo subacqueo tanto da sostare ogni sera fino a notte inoltrata sulla spiaggia con tanto di telecamera che registra senza sosta perché "non si sa mai". Poi c'è Aurora, un'amica che da qualche anno si è trasferita a Tarifa, paesino affacciato sul mare sulla costa spagnola.
Pian piano vengono introdotti Sarim, fratello di Aurora, Sophia, un'altra ragazza trasferitasi da poco e Naiade, che inizialmente guarda con odio Eva ma poi... non ve lo dico!
E io aspetto ancora le SIRENE.

Quello che inizialmente mi era sembrato un romanzo ben scritto e con un buon potenziale si è poi andato trasformando in un libro pieno di banalità che mi hanno delusa, annoiata e fatta alzare gli occhi al cielo.

Prima di tutto l'autrice parte con l'ottima idea iniziale di circondare la protagonista di due buoni amici, ma una volta introdotto Naiade si perde perché gli amici tendono a diventare personaggi del tutto secondari e a quel punto è inutile per la nostra cara Eva, la protagonista, cercare di richiamare all'attenzione dei lettori il suo amico Miki (Aurora se l'è praticamente dimenticata da un pezzo visto che oramai si è fatta un nuovo "giro"), perché ormai la componente amici è stata sostituita dalla love story: che mi sta bene, seriamente, Naiade mi piace proprio, ma perché non tenere i lettori maggiormente sul filo del rasoio? 

Seconda cosa che ho notato e che mi ha dato fastidio è l'atteggiamento di Naiade nei confronti di Eva. Prima la guarda con odio, ma poi ovviamente fra i due scocca l'ammmore. Questo comportamento mi ha riportato alla mente (ma magari mi sbaglio perché sono passati anni) Edward di Twilight, che inizialmente non degnava di uno sguardo Bella o la guardava con odio... e poi alla fine sappiamo tutti com'è andata a finire.
Altra cosa è l'elemento "protagonista super tosta" immancabile: nonostante Eva abbia sin da subito mostrato un bel caratterino, certi atteggiamenti sono onestamente portati all'esagerazione. Mi riferisco a quello che dice quando sta affrontando Cris, diventando dura e tosta come poche. La cosa è stata, sinceramente, esilarante per certi versi, ma per altri ne avrei fatto sicuramente a meno. Va bene non essere l'inutile Bella della situazione, ma nemmeno far diventare una ragazzina che viene ripetutamente definita "normale" nel corso del romanzo "tosta e combattiva" come una guerriera dopo meno di 200 pagine. Ma che...?!
Ultimissima cosa e giuro di aver finito è l'elemento "non sorpresa" dell'autrice:
- prima di tutto il titolo: Evadne - La sirena perduta, già a questo punto sapete TUTTO e più spoilerante volete dirmi cosa c'è? 
- seconda cosa i titoli dei capitoli: sono anticipi, spoiler su quello che accadrà, ma vi rendete conto?!?!? Perché me lo anticipi, perché?!?! Sarà che io ODIO gli spoiler ma che senso ha?! 

Purtroppo credo che l'autrice abbia sbagliato nell'intraprendere la strada di avere a tutti i costi una protagonista dura e "mitica" (in tutti i sensi), quando invece avrebbe dovuto approfondire e usare maggiormente i miti e le leggende delle sirene, di Atlantide (del quale viene brevissimamente accennato) e delle Gorgoni, elementi che erano inizialmente il punto di forza del romanzo e che avrebbero dovuto continuare ad essere. 
Chiaramente la love story è carina e nel contesto della storia ci sta bene, ma purtroppo non basta. Inoltre, adesso che ci penso quest'ultima mi ricorda la storia d'amore dei protagonisti della serie di Josephine Angelini, basata sul mito greco, che toppò alla grande dopo due volumi abbastanza buoni, ma comunque.

Tolte queste critiche, il romanzo si legge abbastanza velocemente ed è molto godibile, inoltre leggere qualcosa sulle sirene (mi) fa sempre piacere. 
Però a questo punto non sono sicura di voler leggere anche il seguito, perché il finale non mi ha incuriosita al punto da fremere per l'uscita in Italia del secondo volume
Davvero mi è dispiaciuto dare un voto così - relativamente - basso a questo libro e sono anche arrabbiata perché c'erano tutte le premesse per un buon romanzo, invece alla fine l'autrice è scaduta nella banalità come sempre più spesso mi sembra che succeda.

Consiglio il romanzo a una fascia d'età ancora molto young e a chi è in cerca di una lettura piacevole e appassionante che, sia per tema che per periodo dell'anno, è azzeccato.