mercoledì 11 marzo 2015

Recensione "I ragazzi del ghetto" di David Safier

Buongiorno, lettori! Oggi vi parlo dell'ultimo libro di David Safier, I ragazzi del ghetto, che racconta i 28 giorni di rivolta da parte degli ebrei polacchi nel ghetto di Varsavia nel 1943. Ringrazio la Sperling & Kupfer per avermi questo romanzo, al quale tenevo molto!

Titolo: I ragazzi del ghetto
Autore: David Safier
Pagine: 373
Anno di pubblicazione: 2015
Editore: Sperling & Kupfer
ISBN: 9788820057640
Prezzo di copertina: 17,90 €

Trama: Varsavia, 1942. Mira è una ragazza piena di coraggio e di amore per la sua famiglia, rinchiusa nel ghetto di Varsavia sotto l'occupazione nazista. Con lei vivono la madre e la sorellina Hannah, che Mira protegge a ogni costo. Per loro, Mira sfida la feroce polizia, esplora la città in cerca di cibo decente, protetta solo dagli occhi verdi che non la fanno sembrare ebrea. Finché un giorno le "iene", come ha soprannominato i gendarmi polacchi che prendono ordini dalle SS, la fermano e sembrano non lasciarsi ingannare dal suo aspetto, come se fiutassero con avidità una facile preda.

Ma mentre Mira si sente spacciata, un giovane biondo la afferra improvvisamente e la bacia, facendola passare per la sua fidanzata. La ragazza è salva, e da quel momento Daniel non la perderà più di vista. Né nell'orrore, quando Mira scoprirà che tutti gli abitanti del ghetto, nessuno escluso, sono destinati allo sterminio nei campi. Né nel coraggio, quando lei deciderà di entrare nella resistenza. Né per tutti i lunghissimi 28 giorni durante i quali, insieme a un gruppo di altri ragazzi, sfiderà i nazisti nella più impensabile delle imprese: la rivolta del ghetto contro le forze di occupazione. La più lunga rivolta degli ebrei nella Seconda guerra mondiale.

 Voto:


Finalmente David Safier ha cambiato genere. Di questo autore ho letto finora tutto e se al suo primo libro (L'orribile karma della formica) avevo dato il massimo dei voti, al suo penultimo romanzo è stata una vera delusione, tanto da dare soltanto 2 stelline, oltre al fatto di averlo abbandonato dopo poche decine di pagine. 
Safier si è fatto conoscere come scrittore comico e sceneggiatore. È  molto probabile che si sia reso conto anche lui che stava andando verso un declino dal quale non sarebbe tornato più indietro e fortunatamente ha avuto il coraggio di cambiare genere. 
Con questo libro prende spunto dalle sue radici ebraiche e racconta di come, un gruppo di ragazzi del gruppo di resistenza del ghetto di Varsavia, ha combattuto contro i nazisti per 28 lunghi giorni.

Chi racconta la storia è la protagonista, Mira, una ragazza ebrea di 16 anni costretta a contrabbandare per assicurare alla sorellina e alla madre il minimo indispensabile per sopravvivere. Attraverso i suoi occhi veniamo catapultati nel 1942-43 nel ghetto di Varsavia, dove migliaia di ebrei vennero ammassati prima dei campi di concentramento dai nazisti. 


All'interno del romanzo l'autore è riuscito a mescolare personaggi di finzione a persone realmente esistite. Fra questi: Mordechaj Anielewicz, comandante della Zob (Organizzazione ebraica combattente), Janusz Korczak, pedagogo, scrittore, medico e direttore di un orfanotrofio che preferì morire con i suoi bambini, per non parlare degli aguzzini Frankenstein e Bambola.

Ho apprezzato molto il lavoro svolto da Safier per quanto riguarda il lato documentaristico, riuscendo a inserire all'interno della storia fatti e situazioni veramente accadute in quel periodo che riescono a far accapponare la pelle. Dall'altro lato, però, ha peccato nella caratterizzazione dei personaggi: la stessa Mira, la sua sorellina, i suoi amici, risultano empaticamente (o magari è un mio problema del tutto personale) lontani dal lettore; senza alcun dubbio speriamo che alla fine tutti o almeno la gran parte riescano a salvarsi, ma non si riesce a volergli bene, restano sempre distanti anni luce. 


Rischierò di risultare insensibile, ma certe volte avrei voluto prendere Mira a sberle per alcuni suoi comportamenti, al limite dell'egoismo, ma poi mi fermo a riflettere come continuamente ci chiede l'autore: io/noi come ci saremmo comportati nella sua stessa situazione? 
Sicuramente a portarci all'egoismo è soltanto l'istinto di sopravvivenza, ne sono più che sicura, ma davvero avrei agito anch'io così? Davvero ci sarebbe qualcosa da rimproverarle?
In questo Safier è riuscito nel suo intento: ovvero far riflettere il lettore mettendolo nei panni dei personaggi. 

Questa lettura arriva poi in un momento particolare della mia vita: una settimana prima sono stata ad Auschwitz e Birkenau e mi accorgo che leggendo questo romanzo riesco a percepire in maniera differente i delicati temi trattati, come la Shoah o i ghetti. Lo so, adesso vi chiederete perché non ve ne ho parlato qui sul blog, ma semplicemente è stata un'esperienza che mi ha segnato e ci tenevo a tenerla una cosa privata, non prendetevela!

In conclusione, se state cercando una buona lettura, ben documentata e piena di verità storiche questo romanzo è da prendere in considerazione. 


6 commenti:

  1. Sono molto curiosa riguardo a questo libro. Ne avevo sentito parlare qualche tempo fa, ma poi avevo lasciato perdere. Penso possa piacermi molto, sono molto legata al tema e al periodo storico! L'anno prossimo toccherà a me la visita ai campi di concentramento nazisti, ma io andrò a Praga (il campo di concentramento non mi ricordo come si chiama). Ho visto le fotografie di alcuni miei amici che sono stati quest'anno ad Auschwitz - Birkenau e fanno davvero venire i brividi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Silvia! Sì, da quanto mi dici questo libro potrebbe piacerti molto. :) Oh, bene! Sarà un'esperienza che ti segnerà, ne sono sicura. Da quando ho visitato i campi ci penso spesso e leggo anche molto di più sull'argomento (arrivando addirittura a leggere un saggio ultimamente). Fammi sapere poi come hai vissuto l'esperienza! ;)
      Un abbraccio!!!

      Elimina
  2. sono molto scettica sui romanzi ambientati in questo periodo storico, credo sia molto difficile trattare delle storie in maniera verosimile eppure romanzata, rimanendo attenti al contesto, lo prenderò in considerazione quando avrò voglia di una lettura di questo tipo ;)

    RispondiElimina
  3. Non sono ancora riuscita a leggere niente di questo autore, ma credo proprio che inizierò! :)

    RispondiElimina
  4. sto leggendo il libro, molto bello anche se molto crudo

    RispondiElimina
  5. io sono stata a Dachau anni fa, molto impressionante

    RispondiElimina