lunedì 4 agosto 2014

Recensione "Il miglio verde" di Stephen King (Sono tornataaaaa!!! ^^)

Buongiorno!!!!Sono tornataaaaaa!!!! ^^ 
Anche se magari qualcuno non se ne sarà accorto, sono sparita per due settimane, in realtà per godermi le ferie del mio ragazzo, ma tra commissioni, giri e lavori il tempo è volato!!Stiamo ristrutturando la mia casa in campagna per andarci a vivere e risparmiare qualche soldino e visto che i lavori li facciamo noi (grazie al mio super papà *-*), non vi dico quanto sono stanca!!!Ma ne vale assolutamente la pena....
Dopo avervi detto un po' degli affari miei, ritorno in vita con le mille recensioni che mi si sono accumulate.... ^^

Titolo: Il miglio verde
Autore: Stephen King
Pagine: 570
Anno di pubblicazione: 2003 (1996)
Editore: Sperling & Kupfer
ISBN: 978-8882741297
Prezzo di copertina: € 9.80

Trama: Nel penitenziario di Cold Mountain, lungo lo stretto corridoio di celle noto come "Il Miglio verde", i detenuti come lo psicopatico "Billy the Kid" Wharton o il demoniaco Eduard Delacroix aspettano di morire sulla sedia elettrica, sorvegliati a vista dalle guardie. Ma nessuno riesce a decifrare l'enigmatico sguardo di John Coffey, un nero gigantesco condannato a morte per aver violentato e ucciso due bambine. Coffey è un mostro dalle sembianze umane o un essere in qualche modo diverso da tutti gli altri?
 Voto:
Il Miglio verde è stato per anni nella mia libreria senza essere mai stato aperto fino alla scorsa settimana quando, la mia consigliera di luglio (è un giochino di Anobii molto carino), ha deciso per me di spolverarlo, e anche se magari non ci leggerà la ringrazio comunque: Grazie Serena!! (Si proprio lei che qualche settimana fa ha abbandonato, speriamo temporaneamente, il suo blog).

Da cosa parto??Dal Re...
Ho sempre considerato King un grande scrittore, con una fantasia impressionante e non ho mai avuto riserve riguardo il suo successo, secondo me meritato. Due anni fa, mi pare, lessi Shining e per quanto non trovai lo stile così scorrevole, mi impressionò la sua capacità di esprimere emozione, mi spiego meglio: credo che sia un maestro nel trasmettere al lettore ogni sentimento che traspare dai suoi libri, mi ricordo l'angoscia che provai per tutto il tempo, dall'inizio alla fine ogni parola e ogni frase erano immersi in un'atmosfera fitta di ansia e inquietudine. 
Così è anche ne Il Miglio verde, con la differenza che ho provato mille altre emozioni.

Particolare fin da subito perchè, come ci spiega l'autore
nell'introduzione, in realtà il libro fu concepito come un romanzo a puntate e scritto in corso di pubblicazione; questo aspetto e un altro piccolo collegamento al racconto "Canto di Natale" presente nella prima parte del libro, li ho considerata come un piccolo omaggio a Charles Dickens, che fu il maggior esponente dei romanzi a puntate.
Questa particolarità non passa inosservata: il romanzo è diviso in sei parti, ognuna delle quali è aperta da un capitolo in cui Paul Edgecombe all'età di 104 anni ricorda gli anni passati nel Braccio E, in particolare i fatti successi nei 1932; questi capitoli iniziali fanno da filo conduttore alle altre parti.

Non voglio raccontare la trama perchè chi non ha letto il libro, come minimo avrà visto il film e quindi immagino sia superfluo parlarne. Ho apprezzato moltissimo il fatto che la parte, diciamo, "horror", costituisca solo una piccola briciola perchè credo che se si fosse osato di più si sarebbe rovinato qualcosa. La storia è fantastica e io amo tutto ciò che è ambientato nelle prigioni; quello che mi ha colpita è l'importanza data al rapporto umano, sia tra guardie carceriere che tra guardie e prigionieri. Ho amato tutti i momenti intensi in cui l'umanità di Paul, Brutal, Dean o Harry l'ha vinta sulla ragione, o meglio sul dovere, e li ha costretti  a rendersi conto che quando si percorre l'ultimo miglio è lecito avere paura ed è lecito chiedere perdono per i peccati commessi (anche quando sono imperdonabili).

I quattro personaggi sono veri e umani (scusate le ripetizioni) hanno sentimenti che difficilmente riescono a reprimere, hanno problemi, speranze e dubbi, sono intelligenti e spesso spiritosi; ovviamente c'è sempre un'eccezione no?! Percy Wetmore, giovane e arrogante è una persona cattiva e sleale, uno sbruffone che gode nel ferire le persone ma che in realtà si dimostrerà pauroso e vigliacco e subirà la giusta punizione.
Infine, non posso non parlare dei tre principali carcerati: Delacroix, l'istruttore del famosissimo Mr. Jingles, ha una personalità eccentrica, non ne vediamo mai la "parte oscura", ovviamente sappiamo il motivo della sua permanenza nel braccio ma l'ho visto più come una persona sola e bisognosa di attenzione, un uomo psicologicamente malato che si aggrappa all'unica cosa che può avere, il rapporto con un topolino; William Wharton è invece la malvagità e la schizzofrenia in persona, sporco dentro e fuori, viscido e pericoloso è capace di simulare attacchi improvvisi alternandoli a momenti di calma piatta ma solo apparente; infine manca il buon John Coffey, grande e grosso ma buono come il pane è dotato di un vero e proprio dono ma allo stesso tempo è una maledizione che lo logora dentro, è rispettoso e silenzioso, non causa guai e tira fuori nel lettore ogni sentimento positivo che si può provare.

Ammetto di aver amato molti personaggi: Paul, ma anche sua moglie che nonostante giochi una parte secondaria l'ho trovata fondamentale e di un' intelligenza sopraffina, ho adorato le battute e la schiettezza di Brutal, ho adorato anche Del con il suo atteggiamento "bambinesco", ho amato John e giuro che la scena sulla sedia di questi ultimi due mi ha davvero colpito.

Insomma un libro di cui ho amato quasi tutto tra personaggi, ambientazione e storia, un libro che ha rafforzato la mia idea assolutamente contraria alla pena di morte, un libro emozionante e che consiglio a tutti, soprattutto a quelli che hanno amato il film.

Ultimo punto, non potevo non ricordare lo splendido film del 1999, diretto da Frank Darabont e con protagonisti Tom Hanks e Michael Clarke Duncan. Me lo sono voluta riguardare il giorno dopo aver finito il libro per notare le differenze e secondo me è stato fatto un lavoro eccezionale, non manca assolutamente nulla di importante. Veramente un capolavoro!

Ora ditemi se avete letto il libro, se vi è piaciuto e se avete visto il film!! ^^

10 commenti:

  1. Bentornataa!^^ Io ho amato King proprio grazie a questo libro! *-* I personaggi mi sono piaciuti tantissimo e i carcerati mi sono rimasti nel cuore: Delacroix non l'ho giudicato da ciò che aveva fatto ma da come l'ho conosciuto nel Miglio.. certamente William l'ho odiato sin dal primo istante. Anche a me è piaciuta molto la moglie e mi piaceva soprattutto il rapporto tra Paul e lei. John Coffey mi ha colpito anche molto ma il personaggio che ho amato di più è stato Paul, dall'inizio fino alla fine. Questo libro mi ha fatto provare però anche una tristezza infinita :'( Bella recensione! Sono contenta che ti sia piaciuto! ^^

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    1. Grazie Arya!!! ^^
      Abbiamo molti punti in comune su questo libro allora, mi fa piacere!!! ^^

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  2. Uno dei miei romanzi preferiti di King.. e penso di averli letti quasi tutti, tolti uno o due dei titoli più recenti! *__* anche il film, del resto, è davvero ben fatto (cosa rara: gli adattamenti delle storie di King sono spesso inguardabili! XD), e devo ammettere che mi ha emozionato e fatto commuovere davvero tantissimo! :)

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    1. Verissimo, anche per me tra quelli che ho letto di King (non moltissimmi eh..) è il più riuscito!!!Assolutamente.... ^^

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  3. Ciao Pila! si che ci siamo accorti che mancavi ;P
    Questo romanzo di King non l'ho letto, ma ho visto il film, ovviamente mi è piaciuto, e sicuramente leggerò anche il libro ^w^

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    1. Grazie Rosa! ^^
      Leggilo assolutamente perchè è veramente un bellissimo libro, ancor più se ti è piaciuto il film!! ^^

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  4. Ciao!! Anche io sono tornata, stavolta definitivamente (almeno credo)!
    Sono passata a salutare !

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  5. ho visto il film (stupendo) e conto di leggere presto il libro.

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    1. Sono curiosa di sapere come lo troverai!! ^^

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