Buongiorno readers!!
Come state??Mi scuso per essere stata assente negli ultimi giorni ma non ho avuto il tempo per passare nei vostri angolini, per me sta iniziando un periodo un po' movimentato tra ristrutturazione, burocrazia e trasloco quindi non riuscirò a passare da voi tanto quanto prima...mi spiace molto ma sono euforica per questo cambiamento e me lo voglio godere tutto!! *-*
Bene, dopo questa premessa posso lasciarvi alla mia recensione felice almeno di aver spuntato un nuovo libro dalla mia 2015 Classics Challenge!!
Come sempre lasciatemi le vostre impressioni! ^^
Come state??Mi scuso per essere stata assente negli ultimi giorni ma non ho avuto il tempo per passare nei vostri angolini, per me sta iniziando un periodo un po' movimentato tra ristrutturazione, burocrazia e trasloco quindi non riuscirò a passare da voi tanto quanto prima...mi spiace molto ma sono euforica per questo cambiamento e me lo voglio godere tutto!! *-*
Bene, dopo questa premessa posso lasciarvi alla mia recensione felice almeno di aver spuntato un nuovo libro dalla mia 2015 Classics Challenge!!
Come sempre lasciatemi le vostre impressioni! ^^
Titolo originale: Lord of the flies
Autore: William Golding
Pagine: 239
Anno di pubblicazione: 2001 (1954)
Editore: Mondadori
ISBN: 978-8804492467
Prezzo di copertina: € 9.00
Trama: Un aereo cade su un'isola deserta mentre è in corso un conflitto
planetario. Sopravvivono solo alcuni ragazzi che si mettono subito
all'opera per riorganizzarsi senza l'aiuto e il controllo degli adulti.
Sembra il prologo ideale per un romanzo d'avventura che celebri il
pragmatismo e il senso della democrazia britannici. Qualcosa invece
comincia a non funzionare come dovrebbe, emergono paure irrazionali e
comportamenti asociali, da cui si sviluppa una vicenda che metterà a
nudo gli aspetti più selvaggi e repressi della natura umana. "Il Singore
delle mosche", 14 milioni di copie vendute solo nei paesi di lingua
inglese, è la prova d'esordio e il manifesto di William Golding, premio
Nobel per la letteratura nel 1983, che ama riconoscersi e riassumersi in
questa frase: "L'uomo produce il male come le api producono il miele".
Voto
“Lord of the flies” è un libro che ho sempre voluto leggere, un classico della distopia che però già ad inizio lettura sapevo quasi per certo sarebbe andato a finire nel gruppo con Orwell e Bradbury, distopie diverse tra loro ma che per qualche ragione non sono riuscita ad apprezzare completamente.
E' un romanzo crudo e violento che ci trasporta in una realtà assurda e inimmaginabile: un gruppo di ragazzini sono sopravvissuti ad un incidente aereo e ora si trovano dispersi su un'isola, quello che all'inizio può sembrare loro un'avventura, un gioco e una situazione libera dalle regole degli adulti si trasformerà ben presto in una lotta alla sopravvivenza, il più debole contro il più forte, raziocinio contro istintività.
I temi sottolineati sono proprio
questi: bene contro male, razionalità contro primitività, il
ritratto negativo dell'uomo che non riesce a tenere a freno gli
istinti primordiali e animaleschi ma ancor più sconcertante è che
Golding prenda come esempio la figura che nel mondo è simbolo di
innocenza: il bambino.
Il suo romanzo è l'esempio di una
visione pessimistica dell'animo umano, ricordiamoci che scriverà
“L'uomo produce il male come le api producono il miele” proprio
perchè secondo Golding l'uomo è fondamentalmente cattivo; in questo
romanzo infatti protagonista non è un uomo che ha sulle spalle
esperienze di vita che potrebbero averlo portato alla disperazione,
ma un gruppo di bambini a simboleggiare che l'uomo senza educazione
ed esempi di vita e lontano da una società plasmatrice, possa
diventare presto cattivo e “bestiale”.
Ed esempi lampanti di ragione e istinto sono proprio i due personaggi principali, i “capi” delle due fazioni contrapposte: Ralph e Jack. Il primo è la rappresentazione della logica e della ragione, è il leader votato dal gruppo e si sente responsabile della loro salvezza, con la fissa del fuoco (unica mezzo per la sopravvivenza) e dei rifugi, cerca sempre di essere pensante e razionale ma per quanto sia buono cade un po' nell'alterigia e nella freddezza. Jack è esattamente l'opposto, impulsivo e arrogante, ha istinti violenti e i suoi atteggiamenti incutono timore, è il personaggio negativo del romanzo in contrapposizione sempre al primo. Ma per spiegarvi meglio vi lascio due passi che mi hanno colpita su entrambi:
Ed esempi lampanti di ragione e istinto sono proprio i due personaggi principali, i “capi” delle due fazioni contrapposte: Ralph e Jack. Il primo è la rappresentazione della logica e della ragione, è il leader votato dal gruppo e si sente responsabile della loro salvezza, con la fissa del fuoco (unica mezzo per la sopravvivenza) e dei rifugi, cerca sempre di essere pensante e razionale ma per quanto sia buono cade un po' nell'alterigia e nella freddezza. Jack è esattamente l'opposto, impulsivo e arrogante, ha istinti violenti e i suoi atteggiamenti incutono timore, è il personaggio negativo del romanzo in contrapposizione sempre al primo. Ma per spiegarvi meglio vi lascio due passi che mi hanno colpita su entrambi:
"Jack pensò a una nuova truccatura. Si passò il bianco su una guancia e intorno a un occhio, poi fregò di rosso l'altra metà del volto e tirò un frego nero attraverso tutta la faccia dall'orecchio destro alla mascella sinistra. Guardò la sua immagine allo stagno, ma il suo respiro turbava lo specchio.
<Sammeric!Datemi una noce di cocco. Una vuota.>
S'inginocchiò, con quella coppa d'acqua. Una chiazza tonda di sole venne a cadere sulla sua faccia, e qualcosa di lucente apparve in fondo all'acqua. Egli guardava stupefatto, non vedeva più se stesso, ma uno sconosciuto che faceva paura. Rovesciò l'acqua e balzò in piedi, ridendo eccitato.
Accanto allo stagno sul suo corpo nervono, stava una maschera che affascinava e spaventava. Cominciò a ballare, e le sue risa divennero sanguinarie. Fece una capriola verso Guglielmo, e la maschera sembrava una cosa indipendente, dietro la quale Jack si nascondeva, liberato dalla vergogna e dalla coscienza di sé. "
Si smarrì in un labirinto di pensieri resi più confusi dalla mancanza di parole adatte a esprimerli. Si accigliò, e riprovò a pensare.
Quell'adunata non doveva essere un gioco, ma una cosa seria."
Riconosco i meriti al libro e a Golding
ma purtroppo non sono riuscita ad apprezzarlo del tutto, è un libro
che non scorre liberamente e fatica a decollare, ci ha messo quasi un
centinaio di pagine per catturarmi un po' e credo che questa lettura
sia stata la conferma che i classici della distopia non facciano per
me.










