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giovedì 19 febbraio 2015

Recensione "Le stanze dei fantasmi" di AA.VV.

Buon pomeriggio!!
Come annunciato stamani, ecco la seconda recensione di giornata, che so interessa ad alcuni di voi!!Buona lettura!

Titolo: Le stanze dei fantasmi
Titolo originale: The Haunted House
Autori: Collins, Dickens, Gaskell, Procter, Sala, Stretton
Pagine: 236
Anno di pubblicazione: 2014 (1859)
Editore: Del Vecchio Editore
ISBN: 978-8861101135
Prezzo di copertina: € 14.50

Trama: In una vecchia casa di campagna Joe e Patty decidono di invitare un gruppo di amici per vivacizzare le loro giornate. Una coppia affiatata, un giovanotto brillante, una femminista convinta, un ex marinaio col suo compagno di avventure e un avvocato di successo rispondono all'invito, e finiscono per partecipare a un singolare "ritiro" in una classica location alla Poe: una villa isolata e popolata di presenze dall'oltretomba. Vivranno per tre mesi insieme, lontani dal mondo, avendo la possibilità di scoprire quale fantasma abita la loro stanza (e la loro vita), senza mai farne parola. Soltanto alla fine si riuniranno per raccontarsi ciò che hanno visto e udito, come in un inquietante Decameron. Regista dell'esperimento è Joe, alter-ego dello stesso Dickens. "Le stanze dei fantasmi" è un modernissimo romanzo a cornice, che inanella una serie di storie pubblicate su "All the Year Round" nel 1859, a cura di Charles Dickens. Con la sua consueta ironia ai limiti della satira e con il pretesto degli spettri, il più famoso scrittore vittoriano compone un nutrito campionario delle fobie e delle nevrosi dei suoi contemporanei.
 Voto:

Avete visto che copertina fantastica?! *-* La mia prima nota va alla casa editrice e all'illustratore che hanno fatto un lavoro eccezionale.

Se il titolo vi attira perchè si citano i fantasmi e siete attratti da una possibile ambientazione gotica vi devo fermare perchè quando ci troviamo a parlare di Dickens niente è come sembra.
Questo esperimento, diretto dalla sua mente geniale, ha unito sei dei maggiori autori del periodo vittoriano: lo stesso Dickens (che scrive tre storie quella di apertuna, quella finale e la sua ghost story), il padre del romanzo poliziesco Wilkie Collins, la signora del romanzo sociale Elizabeth Gaskell, la poetessa più letta in Inghilterra Anne Procter, la più famosa scrittrice di storie per bambini Hesba Stretton e il giornalista e autore di un famoso romanzo erotico George Augustus Sala.

Sono sette "ghost stories" in un solo romanzo che hanno lo scopo di far riflettere sulle paure e sulle paranoie dell'uomo, gli autori ovviamente si concentrano sulle angosce del loro tempo e così vengono esagerati i peccati, i sensi di colpa e tutti quei demoni che vivono nell'animo umano; quindi come ho accennato in precedenza non ci sono presenze sovrannaturali o fantasmi ma ancora una volta Dickens sfrutta questo esperimento per concetrarsi sulla realtà umana.

Devo ammettere che il libro non mi ha catturata come pensavo: per i primi racconti ho faticato un po' a tenere viva la concentrazione, ho trovato alcuni racconti un pochino noiosetti, la poesia non rientra nei miei gusti e la story della Procter è forse quella che mi è piaciuta di meno; naturale che dal racconto di Collins in poi tutto è stato più semplice perchè è stata la prima avventura ad avermi catturata, Collins è un mago nel tenere alta la suspence anche in dei semplici racconti (e devo ancora leggere i suoi romanzi), a mia sopresa il racconto che ho apprezzato maggiormente è stato quello della Gaskell nonché quello più lungo. (Collins, Dickens, Gaskell si..il resto un po' meno)

Le stanze dei fantasmi non è una raccolta di racconti ma bensì brevi storielle, scritte da penne diverse in cui si riconoscono lo stile, le tematiche e la prosa di ogni singolo autore, che formano un'opera singola: un romanzo a più voci.
Avevo letto in precedenza La casa sfitta edito dalla Jo March e devo dire che sicuramente ho apprezzato maggiormente quell'esperimento.
Consigliato agli amanti dell'epoca vittoriana e dei suoi autori

giovedì 20 novembre 2014

Recensione "Il paese delle nobili signore (Cranford)" di Elizabeth Gaskell

Buondì gente!!
Come state??Ieri ho fatto capatina al Libraccio dopo ben due mesi e ho delle new entry che però vi mostrerò a fine mese ^^ oggi invece vi parlo di un libro letto proprio questo mese!

Titolo: Il paese delle nobili signore (Cranford)
Autore: Elizabeth Gaskell
Pagine: 183
Editore: Lit
Anno di pubblicazione: 2014 (1853)
ISBN:  978-8865831946
Prezzo di copertina: € 12.90

Trama: La vita scorre tranquilla a Cranford, piccolo villaggio nel cuore della campagna inglese. Siamo nella prima metà dell'Ottocento, e la narratrice - la non più giovane Mary Smith - racconta le storie che s'intrecciano nel paesino sotto gli occhi attenti delle sue amiche, nubili come lei e vere protagoniste della vita sociale del luogo. Le signore di Cranford, inflessibili nel rispetto del decoro ma sempre pronte ad aiutarsi l'una con l'altra, affrontano così, tra un tè e una partita a carte, le avversità quotidiane, i problemi economici, le differenze di classe e di genere, la solitudine e gli amori. Pubblicato originariamente a episodi sulla rivista "Household Words" tra il 1851 e il 1853, "Il paese delle nobili signore" attinge ai ricordi d'infanzia di Elizabeth Gaskell, ed è certamente uno dei suoi capolavori. Con leggerezza di stile, l'autrice dipinge un affettuoso, per quanto ironico, ritratto della provincia inglese, dal quale lascia emergere la sua quieta ma decisa esaltazione dell'amicizia femminile.
Voto: 

Elizabeth Gaskell è una di quelle autrici che, sulla carta, dovrebbe rientrare tra le mie preferite: il periodo vittoriano è uno dei miei preferiti, i temi trattati sono interessanti e ricordano vagamente il mio amato Dickens, è una brava scrittrice ma purtroppo non mi convince mai del tutto.

Il libro è molto carino: si tratta di un ritratto ironico della vita, abbastanza ordinaria, di quattro o cinque "signorine" davvero particolari che abitano a Cranford, un piccolo paesino della campagna inglese (ispirato alla cittadina di Knutsford nel Cheshire dove la scrittrice trascorse l'infanzia).
Siamo nella prima metà dell'Ottocento e la narratrice, il cui nome lo verremo a scoprire solo verso la fine del romanzo, si trova, ormai non più giovane, a ricordare tutte le stranezze, le abitudini, i problemi economici, la differenza di classe, gli amori e i disguidi di questo piccolo "circolo" femminile di cui spesso faceva parte.

Lo stile della Gaskell è diverso da quello utilizzato in Nord e sud, del resto Cranford è il suo secondo romanzo e gli argomenti trattati sono assai diversi: per tutto il romanzo la Gaskell non fa che ironizzare sulla vita di queste zitelle che si trovano a dire cose assurde e ad assumere comportamenti eccentrici e inusuali; pochi sono gli accadimenti perchè il
romanzo è concentrato sulla vita di queste figure tipicamente vittoriane e tende a porre una riflessione sulla differenza tra classi sociali e sessi.

Il romanzo inizialmente fu pubblicato ad episodi nella rivista Household Words di Charles Dickens e purtroppo risente del fatto che ogni capitolo sia solo leggeremente collegato a quello successivo, con il risultato che nella maggioranza dei casi è come se fossero storielle fini a se stesse. 

Ho apprezzato lo stile della Gaskell: il suo homour mi ha fatto sorridere spesso e ha saputo egregiamente descrivere una "società femminista" e il valore dell'amicizia, purtroppo però resta il problema che le pagine non scorrano liberamente ed è un fatto che ho riscontrato anche in Nord e Sud, credevo che la "leggerezza" di questo volume mi aiutasse a superare questo ostacolo e invece no, la Gaskell è un'ottima scrittrice ma non mi soddisfa mai pienamente.

Piccola nota sulla casa editrice: la Lit ha curato benissimo la copertina, che trovo favolosa, ma forse avrebbe dovuto fare più attenzione alla traduzione che presenta errori grammaticali e refusi.

Questo libro ha ispirato la serie tv Cranford (2007), con protagoniste Judi Dench, Eileen Atkins e Imelda Stauton, a cui è seguita Return to Cranford (2009). 

Conoscete Elizabeth Gaskell??Avete letto Cranford o qualche altro suo romanzo?